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“Vorresti togliere di mezzo i magistrati?”: il comitato dell’Anm rilancia la frase di Bartolozzi come slogan per il No

Le parole della capo di gabinetto al posto del vecchio messaggio "Vorresti giudici che dipendono dalla politica?": "Ci accusavano di esagerare, invece eravamo stati prudenti"
“Vorresti togliere di mezzo i magistrati?”: il comitato dell’Anm rilancia la frase di Bartolozzi come slogan per il No
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La prima versione, “Vorresti giudici che dipendono dalla politica?“, aveva sollevato un polverone e causato persino una denuncia in Procura. Ma ora, grazie all’assist involontario di Giusi Bartolozzi, il comitato Giusto dire No promosso dall’Associazione nazionale magistrati ha aggiornato i suoi manifesti referendari, ripubblicandoli sui social con uno slogan ancora più efficace: “Vorresti togliere di mezzo la magistratura? No“. Una citazione letterale delle parole della capo di gabinetto del ministero della Giustizia, che nella stessa occasione – un dibattito sull’emittente siciliana Telecolor – si è spinta a definire i magistrati “un plotone di esecuzione.

L’idea di trasformare l’uscita di Bartolozzi in un messaggio a favore del No è arrivata dai creativi di Proforma, l’agenzia di comunicazione che segue i magistrati. Lo slogan “Vorresti giudici che dipendono dalla politica”, ricorda il comitato nel post, “è stato attaccato duramente dai sostenitori del Sì“. Contro i manifesti – i primi a comparire nelle stazioni ferroviarie – si era scagliata anche Giorgia Meloni nella sua conferenza stampa di inizio anno: “Se chi ha nel suo dna la ricerca della verità scrive una menzogna per difendere la sua campagna, questo delegittima”. “Qualcuno è arrivato perfino a denunciarci per aver diffuso notizie false, atte a turbare l’ordine pubblico“, prosegue “Giusto dire No”, citando l’esposto presentato ai pm di Roma da Giorgio Spangher, accademico presidente del comitato per il Sì promosso dal Partito radicale (in cui si chiedeva pure il sequestro dei manifesti).

Poi però è arrivata Bartolozzi: “Per settimane ci hanno accusato di esagerare, sostenendo che la riforma non avrebbe mai avuto l’effetto di sottomettere la magistratura alla politica. Ora il braccio destro del ministro della Giustizia ci dice che, al contrario, eravamo stati troppo prudenti: la riforma non vuole sottomettere la magistratura all’esecutivo, vuole “toglierla di mezzo”. Nel frattempo abbiamo aggiornato il nostro manifesto. Dopo queste parole, è ancora più (atrocemente) fedele alla realtà”, conclude il comitato.

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A cura di Paolo Frosina
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