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Comitato No Sociale, una manifestazione a Roma contro il governo Meloni: nel mirino anche Elly Schlein (Pd)

L'appuntamento, fissato il 14 marzo, è stato annunciato dinanzi a Montecitorio. Mobilitati i collettivi studenteschi Osa e Cambiare rotta, il sindacato Usb e Potere al Popolo, che critica la segretaria del Partito democratico: ""Ha detto che non chiederà le dimissioni della presidente del Consiglio se al referendum dovesse vincere il No. È una vergogna"
Comitato No Sociale, una manifestazione a Roma contro il governo Meloni: nel mirino anche Elly Schlein (Pd)
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Una manifestazione nazionale per il prossimo 14 marzo per mandare un avviso di sfratto al governo Meloni ma anche a quel pezzo dell’opposizione troppo tiepida perchè incapace di cogliere il disagio che c’è nel Paese. Il Comitato No Sociale si è riunito oggi di fronte a Montecitorio per lanciare la mobilitazione di sabato prossimo “contro la guerra, contro la deriva autoritaria nelle istituzioni e contro le politiche sociali che stanno colpendo lavoratori, precari e fasce popolari”. Di cui la riforma Nordio è un tassello . “Riteniamo che il referendum promosso dal governo rappresenti un passaggio molto delicato per gli equilibri democratici del Paese, con il rischio di indebolire i controlli sull’esecutivo e alterare il ruolo della magistratura, piegando ulteriormente le istituzioni agli interessi del potere politico. Allo stesso tempo, cresce la preoccupazione per la crescente subordinazione della politica estera italiana alle logiche militari della Nato e degli Stati Uniti, e per il coinvolgimento del nostro Paese nelle nuove escalation di guerra in Medio Oriente. Riteniamo che una gran parte del nostro Paese sia contro la guerra, e questo pezzo di Italia deve essere rappresentato”.

Del Comitato No Sociale fanno parte i collettivi studenteschi Osa e Cambiare rotta che tuonano contro la leva militare che è già stata reintrodotta in molti Paese europei: “Quando toccherà anche a noi? Questo governo non fa nulla per la scuola e le università e ha impedito ai fuori sede di votare”. Ma anche il sindacato Usb è deciso dopo quello per Gaza a essere ancora una volta motore di una grande mobilitazione “contro la subordinazione dell’Italia alle logiche belliche e per non consentire una nuova torsione autoritaria dello Stato. Occorre trasformare questa mobilitazione in una grande vittoria del No il 22 e 23 marzo, per fermare la riforma e mandare un segnale chiaro al governo: no alle controriforme istituzionali che stanno attaccando la vita politica e democratica del paese; no allo stato di polizia voluto dal governo che vuole spazzare via le libertà di manifestazione ed espressione e accanirsi ulteriormente contro gli immigrati; no alla guerra sociale del governo contro i poveri, i salari dei lavoratori, i senza casa, le esigenze popolari; no all’economia di guerra e al militarismo, alla complicità con Israele sul quale il governo intende trascinarci per nascondere disuguaglianze sociali ormai crescenti e insopportabili”.

Sulla stessa linea anche i rappresentanti della comunità palestinese (“Meloni non ha detto una parola contro il genocidio a Gaza, un silenzio tombale), il Global Movement to Gaza (che annuncia che una nave della Flottilla partirà il 29 da Civitavecchia) e il Movimento per il diritto all’abitare che denuncia la disattezione del governo anche su questa emergenza. In piazza anche Potere al Popolo che tuona contro il governo Meloni ma anche contro la segretaria del Pd Elly Schlein: “Ha detto che non chiederà le dimissioni della presidente del Consiglio se al referendum dovesse vincere il No. È una vergogna”

Insomma la piazza dopo la piazza: l’appuntamento è il 14 a piazza della Repubblica a Roma, per dire No al governo di guerra e repressione. “Il Comitato No sociale continuerà a stare nelle piazze anche dopo il 23 marzo perché Meloni va cacciata: senza mobilitazioni coraggiose non se ne andranno mai”.

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A cura di Paolo Frosina
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