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Von der Leyen boccia la politica energetica Ue: “Sul ‘No’ al nucleare commesso un errore strategico”. Salvini: “È uscita dalle nebbie”

La presidente della Commissione europea a Parigi presenta il piano per i piccoli reattori. Il ministro Pichetto Fratin: "L'Italia è tra i Paesi impegnati per triplicare la capacità globale al 2050"
Von der Leyen boccia la politica energetica Ue: “Sul ‘No’ al nucleare commesso un errore strategico”. Salvini: “È uscita dalle nebbie”
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La presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, boccia la strategia energetica che ha contribuito a disegnare per l’Unione europea. Lo fa non solo, come accaduto in passato e sta accadendo ancora, cambiando le politiche che presentava all’inizio del suo primo mandato ma, forse per la prima volta, con un giudizio severo su ciò che finora è stato fatto. “Nel 1990 un terzo dell’elettricità europea proveniva dal nucleare, oggi è solo il 15%” ha ricordato nel suo intervento al secondo vertice mondiale sull’energia nucleare in corso a Parigi. E ha aggiunto: “La riduzione della quota (di energia da atomo) è stata una scelta, ma credo che sia stato un errore strategico da parte dell’Europa voltare le spalle a una fonte di energia affidabile, economica e a basse emissioni”. Von der Leyen parla di una rinascita globale, negli ultimi anni, dell’energia nucleare. “L’Europa vuole farne parte. Dopo anni di investimenti in calo – dice – abbiamo bisogno di più per invertire la rotta. Ecco perché oggi presentiamo una nuova strategia europea per i piccoli reattori modulari. Il nostro obiettivo è semplice. Vogliamo che questa nuova tecnologia sia operativa in Europa entro l’inizio degli anni ’30, in modo che possa svolgere un ruolo chiave accanto ai reattori nucleari tradizionali, in un sistema energetico flessibile, sicuro ed efficiente”. Una spinta importante, come sempre, arriva dall’appello del presidente francese, Emmanuel Macron, ad “ogni attore pubblico e privato affinché facciano la loro parte per continuare a mobilitare gli investimenti in favore del nucleare civile”.

Salvini: “La presidente della Commissione europea è uscita dalle nebbie”

E in Italia c’era chi non aspettava altro. “Questa crisi (in Medio Oriente, ndr) ci consegna il dovere di accelerare su un dossier di cui si parla ciclicamente, ed è quello dell’energia nucleare” ha detto il vicepremier e segretario della Lega Matteo Salvini a Verona, in apertura della fiera LetExpo. E ha rimarcato: “Oggi c’è in corso il forum sul nucleare a Parigi, conto che il mio collega ministro all’Ambiente (Gilberto Pichetto Fratin, ndr) firmi, a nome del governo italiano, l’adesione ai protocolli per la ripartenza del nucleare”. Poi, sulle parole di Ursula von der Leyen: “Leggevo una dichiarazione, è uscita dalle nebbie anche la presidente della Commissione europea che ha detto che non possiamo fare a meno del nucleare e che i piccoli reattori modulari devono far parte del mix energetico dell’Unione europea anche per motivi di sicurezza, perché l’autonomia energetica significa sicurezza nazionale di un Paese”.

La tassonomia che sdoganò il nucleare

Non è la prima volta che von der Leyen sostiene che l’Ue abbia bisogno anche del nucleare. Lo aveva fatto anche nel 2021, tanto per fare un esempio, per giustificare la proposta della tassonomia. Quella storia è finita l’anno dopo, con il voto in plenaria dell’Europarlamento e l’entrata a pieno titolo di gas e nucleare nella tassonomia verde, ossia la lista delle attività economiche sostenibili dal punto di vista ambientale. Senza stare troppo a sindacare sull’enorme differenza tra fusione nucleare e fissione nucleare. Dimenticando che le emissioni non vengono prodotte solo nei processi di fissione, ma anche nelle varie fasi per arrivare a quel punto, come il trasporto dei materiali radioattivi, tanto per citarne una. E, soprattutto, sorvolando sul fatto che anche l’eliminazione totale del problema delle emissioni non è di per sé una garanzia per la tutela ambientale (Leggi l’approfondimento sul problema delle scorie).

La posizione attuale della Commissione europea

Nei quattro anni che separano i giorni attuali da quel voto è accaduto di tutto. “Nucleare ed energie rinnovabili hanno un ruolo chiave da svolgere nella transizione. Possono ora diventare i garanti in solido dell’indipendenza, della sicurezza dell’approvvigionamento e della competitività, se le indirizziamo correttamente” ha dichiarato la leader tedesca. “Non si tratta di scegliere l’una rispetto all’altra: raggiungono il loro pieno potenziale solo insieme” ha detto, rivendicando che l’Europa “è stata pioniera nella tecnologia nucleare e potrebbe tornare a essere leader mondiale in questo settore”. E ha aggiunto: “Le energie rinnovabili producono gli elettroni più economici, ma sono volatili perché dipendono dal sole e dal vento, e a volte i siti migliori sono lontani dai centri di domanda industriale. Ecco perché dobbiamo anche investire nell’accumulo e nella flessibilità della domanda, e sviluppare le nostre reti”. L’energia nucleare, invece, sempre secondo la presidente della Commissione Ue “poiché è in grado di fornire elettricità tutto l’anno, 24 ore su 24 (altrimenti neppure sarebbe conveniente, ndr) è una fonte energetica affidabile. Il sistema più efficiente combina quindi l’energia nucleare e le energie rinnovabili e si basa sull’accumulo, sulla flessibilità e sulle reti”.

Il ministro dell’Ambiente, Pichetto Fratin: “L’Italia è impegnata per triplicare la capacità nucleare globale”

Anche il ministro dell’Ambiente, Gilberto Pichetto Fratin, nel suo intervento al vertice di Parigi, dà rassicurazione, ricordando che l’Italia ha deciso di aderire all’impegno di triplicare la capacità nucleare globale al 2050. L’impegno era stato sottoscritto nel 2023 alla Cop28 di Dubai da oltre venti Paesi, tra cui Francia e Stati Uniti. Il ministro ha rivendicato che il Paese “sta costruendo una strategia nucleare responsabile, moderna e trasparente“, attraverso uno “scenario nucleare nel piano nazionale integrato per l’Energia e il Clima” e la previsione di sviluppare entro il “2050 una capacità installata tra 8 e 16 GW, con una copertura potenziale della domanda elettrica compresa tra l’11% e il 22%“.

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