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Modello Venezuela e rischi per i Paesi del Golfo: perché Trump ha chiesto a Israele di non colpire gli impianti energetici in Iran

Secondo quanto riporta Axios, il messaggio di Washington è stato recapitato a un alto livello politico e al capo di stato maggiore delle Idf, Eyal Zamir, fornendo tre motivazioni
Modello Venezuela e rischi per i Paesi del Golfo: perché Trump ha chiesto a Israele di non colpire gli impianti energetici in Iran
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Per la prima volta dall’inizio degli attacchi contro l’Ira gli Stati Uniti richiamano Israele provando a porre delle restrizioni alle azioni dell’alleato. Gli Usa, secondo quanto riporta Axios, hanno infatti chiesto al governo guidato da Benjamin Netanyahu e all’esercito di fermare gli attacchi alle infrastrutture energetiche iraniane.

Il messaggio di Washington, scrive Axios citando tre fonti a conoscenza della questione, è stato recapitato a un alto livello politico e al capo di stato maggiore delle Idf, Eyal Zamir. Una richiesta argomentata con tre motivazioni. L’amministrazione guidata da Donald Trump, innanzitutto, pensa già al dopoguerra: l’obiettivo Usa è quello di cooperare con il settore petrolifero iraniano. In pratica applicare il modello Venezuela dove il petrolio, nell’era del dopo Nicolàs Maduro, è direttamente controllato dagli Stati Uniti.

Il secondo motivo è sia quello di evitare attacchi che possano danneggiare la popolazione iraniana e il timore di un incontrollato aumento dei prezzi del petrolio. Anche perché gli Stati Uniti temono – e questo è il terzo punto – che i raid contro gli impianti petroliferi iraniani possano innescare una potente rappresaglia dei Pasdaran contro le infrastrutture energetiche dei vicini Paesi del Golfo.

Proprio oggi (martedì 10 marzo), all’undicesimo giorno di guerra in Medio Oriente, il Qatar ha affermato che l’Iran continua gli attacchi contro le sue infrastrutture civili e ha messo in guardia sulle conseguenze economiche globali dei raid, anche di quelli di Usa e Israele: “Gli attacchi contro gli impianti energetici che hanno avuto luogo da entrambe le parti costituiscono un precedente pericoloso e avranno ripercussioni in tutto il mondo”, ha sottolineato il portavoce del ministero degli Affari esteri del Qatar, Majed al-Ansari.

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