Prima unione civile tra due sindaci: uno di FdI e uno della Lega. Pd: “Possibile grazie a una legge approvata dal centrosinistra”
La prima unione civile tra due sindaci omosessuali si terrà il 27 giugno, in quella che potrebbe diventare una data storica. I protagonisti sono Alessandro Basso, primo cittadino di Pordenone per Fratelli d’Italia, e Loris Bazzo, sindaco di Carlino (Udine) per la Lega, che uniranno le loro vite dopo cinque anni di relazione. La cerimonia si svolgerà nel Chiostro di San Francesco a Pordenone, officiato da Alvaro Cardin, ex sindaco del capoluogo friulano.
Ne hanno dato conto Il Gazzettino e Messaggero Veneto. “È certamente un inedito – ha dichiarato Alessandro Basso, sindaco di Pordenone – una coppia di sindaci è piuttosto rara. Il nostro matrimonio riassume tanti anni di attacchi della sinistra. Lungi dal fare polemiche in un momento così importante, ma va detto che la destra ha superato, in tema di diritti, la sinistra: fino a qualche tempo fa non si poteva immaginare”. Il Partito Democratico del Friuli Venezia Giulia ha espresso a sua volta in una nota “felicitazioni sincere senza polemiche” ricordando però che l’unione sarà possibile grazie a una legge, quella del 2016, “approvata da un governo di centrosinistra con voto di fiducia”. Il centrodestra votò contro la riforma.
Ora “la scelta dei due sindaci è la prova che i tempi erano maturi per una buona legge, ed è stato capito. Poteva esserlo anche il ddl Zan”. La nota conclude augurando felicitazioni alla coppia e auspicando che “la felicità di Basso e Bazzo possa essere buon presagio per le molte coppie che, per status, pregiudizi o altro, non possono vivere in piena luce il loro amore né tantomeno formalizzarlo acquisendo pari diritti e doveri”
La candidatura di Basso a primo cittadino era stata fortemente supportata dall’europarlamentare di FdI Alessandro Ciriani e dal fratello Luca, ministro per i Rapporti con il Parlamento.