Renault presenta il piano “futuREady”, 36 nuovi modelli entro il 2030 e più disciplina sui costi
Renault avvia una nuova fase della sua strategia industriale con il piano di medio termine “futuREady”, presentato dall’amministratore delegato François Provost presso il centro tecnico del gruppo alle porte di Parigi. Un programma che punta a consolidare i risultati ottenuti negli ultimi anni, ma in un contesto automobilistico globale diventato più incerto e competitivo.
Il piano prevede il lancio di 36 nuovi modelli entro il 2030, di cui 22 destinati al mercato europeo e 14 ai mercati internazionali. Tra quelli destinati all’Europa, 16 saranno elettrici, mentre la strategia continuerà a puntare su un approccio multi-energia, che comprende anche ibride e veicoli elettrici con autonomia estesa. Secondo il gruppo francese, questa scelta consente di accompagnare la transizione energetica mantenendo flessibilità industriale e commerciale.
Provost ha però rivisto al ribasso alcuni obiettivi finanziari fissati dal precedente piano strategico guidato dall’ex amministratore delegato Luca de Meo. Il nuovo target di margine operativo è compreso tra il 5% e il 7%, con un free cash flow annuale di almeno 1,5 miliardi di euro. Nel piano del 2022, Renault puntava invece a un margine dell’8% dal 2026 e oltre il 10% dal 2030.
Il nuovo amministratore delegato ha sottolineato che il settore automobilistico è in una fase più complessa: “La nostra industria sta entrando in un ciclo più difficile, veloce e imprevedibile“, ha dichiarato, evidenziando come il gruppo debba dimostrare non solo di saper crescere, ma anche di mantenere risultati solidi nel lungo periodo.
Il contesto globale è caratterizzato da maggiore concorrenza internazionale, tensioni geopolitiche, pressioni sulle catene di approvvigionamento e normative più stringenti, fattori che rendono necessario rafforzare la resilienza industriale del gruppo.
Tra gli elementi centrali della strategia figurano anche significativi programmi di riduzione dei costi. Renault punta a ridurre del 20% quelli di distribuzione, del 40% quelli di sviluppo e del 30% le spese logistiche. Inoltre, una nuova piattaforma elettrica per vetture compatte e medie dovrebbe consentire di abbassare del 40% i costi di produzione rispetto agli attuali modelli EV.
Sul piano tecnologico, il gruppo lavorerà allo sviluppo della piattaforma RGEV 2.0, dotata di architettura a 800 volt e autonomia fino a 750 chilometri. Per contenere i costi delle vetture elettriche saranno utilizzate anche batterie al litio-ferro-fosfato (LFP) nei modelli più compatti.
Il piano futuREady definisce anche obiettivi specifici per i marchi del gruppo. Il brand Renault punta a superare 2 milioni di vendite annuali a livello globale, con metà dei volumi generati fuori dall’Europa. Dacia proseguirà invece il proprio posizionamento verso segmenti più alti, mentre Alpine continuerà la transizione verso modelli sportivi completamente elettrici.
Un altro pilastro della strategia riguarda le partnership industriali. Renault intende rafforzare il ruolo di produttore conto terzi, arrivando a costruire oltre 300.000 veicoli l’anno per partner come Ford, Geely, Nissan, Mitsubishi e Volvo Trucks.
Per Provost l’obiettivo è chiaro: rafforzare la competitività del gruppo anche di fronte alla crescente pressione dei costruttori asiatici. “L’ambizione di Renault Group è competere con i produttori cinesi in termini di innovazione, costi e velocità”, ha affermato il manager.