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Famiglia nel bosco: ‘non è genitore chi crea ma chi educa’

Ancora una volta stiamo dando il meglio di un’Italietta ignorante, dove “Dio, patria e famiglia” continuano a inoculare veleno nell’organismo dello Stato
Famiglia nel bosco: ‘non è genitore chi crea ma chi educa’
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Finora ho taciuto sulla vicenda della famiglia nel bosco ma dopo gli ultimi fatti non riesco più a farlo perché gli esponenti della Destra (che parlano spesso della famiglia, intendendo quella degli altri viste le loro) con la complicità degli estremisti cattolici e degli hippy del Duemila (rimasugli rimasti dagli anni Sessanta) stanno confondendo la maternità/paternità con la genitorialità.
Un passaggio non di poco conto che ci ricorda un detto ebraico: “Non è genitore chi crea ma chi educa”.

Non ci sono dubbi che il padre e la madre di quei ragazzini siano quella coppia ma siamo sicuri che stiano agendo da buoni genitori? Il lavoro fatto dal Tribunale dei minori e dalle assistenti sociali è opera di uomini e donne che sono rappresentanti dello Stato e che sicuramente agiscono in nome dei diritti dei bambini.

Pensare come ha scritto Vittorino Andreoli su La Stampa che, separando bimbi e genitori si rischiano danni gravi per i minori fino alla schizofrenia, mi sembra una teoria che, seppur supportata dagli studi di Gregory Batheson, non corrisponda sempre alla verità. Nella mia esperienza di maestro ho visto bambini che non hanno più rivisto la madre o il padre a causa di una separazione o di un lutto crescere in maniera sana con l’aiuto dei cosiddetti “testimoni soccorrevoli” di Alice Miller così come ho conosciuto ragazzini con padri e madri che non hanno saputo prendersi cura di loro al punto da renderli schizofrenici sin dall’infanzia.

Io stesso sono nato in una famiglia dove mio padre e mia madre non sono stati dei buoni educatori: ho visto mia madre essere picchiata da mio papà, son cresciuto con un padre che conservava i giornali pornografici nella scatola delle scarpe e una madre che ha subito pur di portare avanti la “famiglia”. Se fossi stato adottato o dato in affido forse avrei avuto un altro percorso umano, d’istruzione. Per mia fortuna, mi salvarono la maestra della scuola primaria e il prete della parrocchia.

E’ infine, vergognoso che davanti alla casa famiglia di Vasto possano essere organizzati dei sit-in di protesta senza che vi siano forze dell’ordine che allontanino queste persone da un luogo che va solo protetto. La struttura tra l’altro è gestita dalla diocesi che ora è attaccata per la sua meritevole opera. Ancora una volta stiamo dando il meglio di un’Italietta ignorante, dove “Dio, patria e famiglia” continuano a inoculare veleno nell’organismo dello Stato.

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