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Oristano, la Digos vuole l’elenco dei presenti in tribunale credendo sia un evento per il referendum

Per chiarire i contorni della vicenda è intervenuto il procuratore generale di Cagliari, Luigi Patronaggio, avviando gli accertamenti dovuti. No comment dalla Questura
Oristano, la Digos vuole l’elenco dei presenti in tribunale credendo sia un evento per il referendum
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Si sono presentati in tribunale e hanno chiesto la lista dei partecipanti all’incontro pubblico in corso, convinti si trattasse di un evento sul referendum. È diventato un caso quello accaduto al palazzo di giustizia di Oristano, dove sabato scorso due agenti della Digos hanno interrotto un “Incontro coi magistrati” organizzato per “far conoscere l’attività giurisdizionale”. Insomma una sorta di lezione tenuta dai magistrati sardi sul funzionamento della giustizia indirizzata alla cittadinanza.

L’evento era aperto a tutti, ma per entrare al palazzo di giustizia occorreva registrarsi in una lista, predisposta dalla cancelliera del tribunale. Ed era quell’elenco che avrebbero voluto ottenere due uomini in borghese, comparsi durante l’incontro. Come racconta La Nuova Sardegna, dopo alcune incomprensioni i due hanno mostrato il distintivo qualificandosi come agenti della Digos. Hanno quindi chiesto alla cancelliera l’elenco delle persone presenti, ma quest’ultima si è rifiutata di fornirglielo. Dopo attimi di tensione, è stato spiegato ai due che l’incontro non era dedicato al referendum sulla separazione delle carriere ma al funzionalmento della giustizia. A quel punto gli agenti sono andati via.

Resta da capire chi ha inviato i due uomini della Digos a controllare il convegno, credendo si trattasse di un evento per il referendum. C’è stato un esposto in questo senso? O si tratta di un’azione autonoma delle forze dell’ordine? Proprio per chiarire i contorni della vicenda è intervenuto il procuratore generale di Cagliari, Luigi Patronaggio, avviando gli accertamenti dovuti, che sono ancora in corso. Il Fatto ha interpellato la Questura di Oristano, che però non ha voluto rilasciare alcuna dichiarazione sulla vicenda.

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