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Mantovano: “Da Bartolozzi frase infelice, lo ha detto anche Nordio”. L’Anm: “Toni inaccettabili, ma non risponderemo”

Dopo il ministro, anche il sottosegretario a palazzo Chigi prende le distanze dalla "zarina". Il sindacato delle toghe invita a rispettare l'appello di Mattarella
Mantovano: “Da Bartolozzi frase infelice, lo ha detto anche Nordio”. L’Anm: “Toni inaccettabili, ma non risponderemo”
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Proseguono gli strascichi dell’ultimo con al centro Giusi Bartolozzi, la potente capo gabinetto del ministero della Giustizia (indagata per false informazioni ai pm sul caso Almasri) che in un dibattito tv ha invitato a votare Sì al referendum per “togliersi di mezzo la magistratura, definita un “plotone di esecuzione”. Parole censurate persino da Carlo Nordio, che finora l’aveva sempre difesa: “Mi dispiace per le parole usate dal mio capo di gabinetto, quell’affermazione è apparsa un attacco all’intera magistratura“, ha detto il ministro. “Sicuramente non avrà alcuna difficoltà a scusarsi per parole che sono certo non rispecchiano il suo pensiero e la stima che ha della magistratura, di cui, tra l’altro lei stessa fa parte”. Il mattino dopo, ospite della trasmissione Ping Pong su Radio 1, pure il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano ha preso le distanze: “La frase della Bartolozzi è infelice, come lo stesso ministro Nordio ha sottolineato. Ma la cosa importante è esaminare il merito della riforma”. L’uscita di Bartolozzi, d’altra parte, è stata accolta con gelo a palazzo Chigi, anche perché ha oscurato la discesa in campo definitiva della premier Giorgia Meloni nella campagna referendaria (con il video-appello sui social pubblicato lunedì).

Sulla vicenda è intervenuta con una nota anche l’Associazione nazionale magistrati: “In queste ultime settimane abbiamo deciso di non rispondere mai agli attacchi ricevuti a più riprese da esponenti politici, anche di altissimo profilo. Per cui, anche se il tono e le argomentazioni contro la magistratura italiana sono oramai giunte a un livello inaccettabile per chi auspica la rispettosa collaborazione tra le istituzioni del nostro Paese, continueremo a mantenere inalterata la nostra linea”. La giunta del sindacato delle toghe l’intervento di Sergio Mattarella qualche settimana fa al Consiglio superiore della magistratura, in cui il capo dello Stato ha richiamato le istituzioni al rispetto reciproco: “Un appello che era, e ancora di più è oggi, è assolutamente opportuno”, si sottolinea.

Dopo l’esplosione del capo, la “zarina” di via Arenula aveva provato a metterci una pezza: “Ho partecipato a un’ora e mezza di trasmissione e fin dall’inizio ho precisato che la riforma è fatta in favore della magistratura per recuperare la credibilità, che purtroppo ormai è persa. Nel corso del dibattito tv ho più volte precisato che la gran parte dei magistrati sono eccellenti professionisti, che lavorano nel silenzio della aule e che non cercano ribalte. Solo una piccola parte, purtroppo quella correntizzata, governa però il sistema”.

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A cura di Paolo Frosina
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