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Ultimo aggiornamento: 9:11

Caracciolo a La7: “Gli Usa hanno tentato di colpire Putin, i rapporti con Mosca sono cambiati ma con la Ue il presidente russo fa il pragmatico”

Meloni è irrilevante e l'Italia serve solo come base per bombardare: Caracciolo demolisce il governo italiano sul referendum sulla giustizia e sulla guerra all'Iran
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Nel corso della puntata di Otto e mezzo, su La7, il direttore di Limes Lucio Caracciolo offre un’analisi cruda delle dinamiche geopolitiche attuali, con un focus sulla crisi energetica, sul ruolo di Vladimir Putin e sulle ripercussioni della guerra in Iran sull’Italia.
La conduttrice Lilli Gruber apre il confronto ricordando l’allarme rosso in Europa per la crisi energetica: “Il petrolio ha chiuso poco fa negli Stati Uniti sotto i 100 dollari. Siamo a prezzi triplicati in Italia per gas e i prodotti energetici. Putin ha detto che lui è disponibile a vendere petrolio e gas, basta mettersi d’accordo, quindi offre il suo aiuto all’Europa”.
Caracciolo contestualizza immediatamente l’offerta del presidente russo. “Putin ha detto sono pronto a riprendere i rapporti energetici con l’Europa, datemi però qualche segnale. In realtà – avverte – il segnale glielo hanno dato gli americani che qualche settimana fa hanno cercato di colpire il luogo in cui si trovava e quindi sotto questo profilo i rapporti tra Russia e America non sono quelli di qualche tempo fa, quindi con gli europei si va più sul pragmatico”.

L’esperto di geopolitica sottolinea poi la volatilità del mercato: “Il petrolio che sta intorno ai 100 al barile, naturalmente molto dipenderà dai prossimi giorni. Il fatto che il G7 abbia liberato 400 milioni di barili è stato visto come un gesto positivo, ma insomma stiamo parlando di prospettive di qualche giorno, al massimo di qualche settimana”. Secondo Caracciolo, “alla fine, la ragione di un’eventuale apertura di negoziato dipenderà più dagli effetti globali sull’economia, sull’energia di questa guerra, che non dall’andamento strettamente militare”.

Il discorso si sposta quindi sulle implicazioni interne italiane, in particolare sul referendum sulla giustizia e sulla posizione del governo Meloni nel contesto della guerra in corso.
A Lilli Gruber che chiede se la guerra contro l’Iran favorisce o danneggia la Meloni sul referendum, Caracciolo risponde senza mezzi termini: “Danneggia la Meloni ma quello che è più grave è che danneggia l’Italia“.
L’analista inquadra le dichiarazioni della premier come “il riflesso del nostro non contare” e le colloca nel panorama europeo, definito “estremamente ambiguo”.
E agggiunge: “Dal punto di vista americano l’Italia serve in questo contesto unicamente per poterci volare sopra e arrivare dove bisogna colpire, ma dal punto di vista politico siamo spuntati. Quanto al referendum – chiosa – mi pare che sia diventato ormai un referendum sul governo, cioè puramente politico e questo significa che la Meloni rischia“.

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A cura di Paolo Frosina
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