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“Col sì ci togliamo di mezzo la magistratura”: la frase di Bartolozzi in tv fa insorgere le opposizioni. “Si dimetta o intervenga Nordio”

Pd, M5s e Verdi-Sinistra contro l'uscita della capa di gabinetto del ministro della Giustizia che in tv aveva parlato di toghe come "plotoni di esecuzione". Lei prova a difendersi: "In tutta la trasmissione ho precisato che la riforma è fatta in favore dei giudici per recuperare credibilità"
“Col sì ci togliamo di mezzo la magistratura”: la frase di Bartolozzi in tv fa insorgere le opposizioni. “Si dimetta o intervenga Nordio”
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Votate sì e ci togliamo di mezzo la magistratura che sono plotoni di esecuzione“. A scandire queste parole, nella foga di un dibattito televisivo, è stata Giusi Bartolozzi, capa di gabinetto del ministro della Giustizia, Carlo Nordio. Bartolozzi, magistrata, parlamentare di Forza Italia per 4 anni dal 2018 al 2022, era ospite di Telecolor Sicilia in un confronto sul referendum. Un’uscita che rende ancora più spiazzante la sua presenza a un talk show, visto che è abbastanza irrituale vedere un capo di gabinetto che fa campagna elettorale, dà interviste e fa interventi in televisione, laddove il ruolo di solito contempla figure silenziose, riservate, nell’ombra. Pd, M5s e Verdi-Sinistra chiedono le dimissioni. Lei prova a difendersi così: “Ho partecipato a un’ora e mezza di trasmissione e fin dall’inizio ho precisato che la riforma è fatta in favore della magistratura per recuperare la credibilità, che purtroppo ormai è persa. Nel corso del dibattito tv ho più volte precisato che la gran parte dei magistrati sono eccellenti professionisti, che lavorano nel silenzio della aule e che non cercano ribalte. Solo una piccola parte, purtroppo quella correntizzata, governa però il sistema”. Un principio che però, ammesso pure che fosse nello spirito del ragionamento, da quella frase non è mai saltato fuori.

La frase del braccio destro di Nordio suscita oggi le proteste delle opposizioni. “Meloni ha speso 13 minuti di video per nascondere quello che Giusi Bartolozzi, il capo di gabinetto del ministro Nordio, padre della riforma, ha ammesso in tv in pochi secondi” scrive sui social il presidente del M5s Giuseppe Conte. “Votiamo no al referendum salva-casta che serve solo a controllare politicamente la giustizia evitando inchieste scomode per chi è al potere” aggiunge. Poco prima anche Simona Bonafè, capogruppo del Pd in commissione Affari costituzionali a Montecitorio, aveva espresso un concetto simile: “In 13 minuti la presidente Meloni ha provato a raccontare le ragioni del sì. In 13 secondi, Giusi Bartolozzi le ha azzerate tutte”. “Ecco il vero obiettivo del governo: non le parole di Meloni, non i discorsi lunghi e retorici, ma quello che Bartolozzi ha detto chiaro e tondo. Si vuole mettere a tacere la magistratura, ridurla al silenzio, far sparire un presidio fondamentale di democrazia e giustizia”.

Chiede le dimissioni della capa di gabinetto Alleanza Verdi Sinistra: “Siamo ben oltre ogni limite di decenza – dice Nicola Fratoianni -. Chi ha un incarico cosi delicato e si esprime in questo modo, dovrebbe immediatamente dimettersi e se non lo fa, dovrebbe essere il ministro Nordio a cacciarla seduta stante”. Angelo Bonelli chiede un intervento della premier Giorgia Meloni: Bartolozzi, aggiunge, “va immediatamente rimossa dal ministro Nordio, o sarà anche lui responsabile di questo clima di intimidazione nei confronti della magistratura. C’è chi sta usando il referendum come una clava per imporre il dominio della politica sull’autonomia della magistratura”.

Ironico il M5s: “Apprezziamo la sincerità della capo di gabinetto del ministro Nordio Bartolozzi che, come il suo diretto superiore, ha ammesso le vere finalità della riforma, cioè consumare la vendetta del centrodestra contro la magistratura, che gli eredi di Berlusconi non hanno mai tollerato” si legge in una nota dei parlamentari delle commissioni Giustizia dei 5 Stelle. “Dire ai cittadini che bisogna votare sì per togliersi di mezzo la magistratura, vista come un plotone di esecuzione, da parte di un’esponente di vertice del ministero della Giustizia è un messaggio eversivo, ma almeno chiarisce ancora una volta perchè il governo Meloni ha voluto questa riforma: sbarazzarsi della magistratura. Altrettanto eversivo che un’esponente delle istituzioni affermi candidamente di avere in animo di scappare all’estero mentre è indagata, peraltro a seguito della vergognosa vicenda Almasri che ha infangato le nostre istituzioni. Il referendum costituzionale è una partita decisiva per la nostra democrazia, chi sostiene il sì afferma candidamente di volerne minare le fondamenta”.

Il riferimento al caso Almasri è a un altro passaggio dell’intervento televisivo di Bartolozzi. In uno scambio diretto con il consigliere togato del Csm Marco Bisogni (eletto con la corrente di centro Unicost), Bartolozzi è sbottata: “Marco, io ho un’inchiesta in corso, io scapperò da questo Paese”, ha sostenuto Bartolozzi. Per questo poco dopo Giuseppe Pipitone, giornalista del Fatto Quotidiano, le ha chiesto: “Ho capito bene o la dottoressa Bartolozzi ha detto che intende andare via dall’Italia perché è sotto inchiesta per il caso Almasri?”, ha chiesto Pipitone. “Era una boutade”, ha ribattuto Bartolozzi.

Vale la pena ricordare che Giusi Bartolozzi rischia di finire a processo per l’inchiesta sul rilascio generale libico su cui pendeva un mandato di cattura della Corte penale internazionale per crimini di guerra e contro l’umanità. La capa di gabinetto deve rispondere di falsa testimonianza perché secondo i pm ha fornito consapevolmente informazioni infondate su almeno quattro aspetti della vicenda.

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A cura di Paolo Frosina
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