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Glaucoma, aggrediamo il ladro silenzioso della vista. Una giornata di screening a Porto San Giorgio

Una patologia che colpisce il 14% dei concittadini con una ricaduta economica sociale da mancata diagnosi elevata. Il 15 marzo misurerò la pressione dell’occhio a chi vorrà
Glaucoma, aggrediamo il ladro silenzioso della vista. Una giornata di screening a Porto San Giorgio
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Sono trascorsi anni, forse decenni. Ho sempre cercato di aggredire il ladro silenzioso della vista che in oculistica è considerato il glaucoma. Una patologia subdola che deteriora progressivamente le fibre del nervo ottico portando, se non diagnosticato, a lenta e progressiva irrimediabile perdita della vista. Non è questo il luogo per spiegare la patologia, che presenta diverse forme con terapie diverse, ma sicuramente può essere questo il posto per sensibilizzare la popolazione alla diagnosi ed alla eventuale terapia (spesso bastano poche gocce di collirio non per guarire ma per rallentare l’evoluzione della malattia).

Ma sembra non interessi nessuno perché in più occasioni ho cercato di organizzare, o spingere, uno screening eseguito da me o eseguito a livello nazionale. Ma andiamo con ordine.

Molti anni fa ho cercato di organizzare uno screening nel mio circolo di golf dopo aver avuto una esperienza diretta e scioccante. Una sera ero andato a comperare un paio di scarpe da golf in un negozio che stava per chiudere ed il signore che mi servì, sapendo della mia professione, mi disse “Posso farti una domanda? Secondo te perché i miei amici mi prendono in giro dicendo sempre che sono sbadato visto che inciampo spesso camminando?”. Risposi dicendo che avrei dovuto vedere per fare una diagnosi dandogli appuntamento per due giorni dopo. Uscendo dissi alla mia amica che mi accompagnava: “La diagnosi differenziale va posta fra glaucoma o problemi ben più importanti del sistema centrale perché penso ci sia un restringimento del campo visivo che entrambi provocano”. La diagnosi di glaucoma era giusta e sono passati più di venti anni.

Quel signore, che era arrivato già tardi alla terapia seppur giovane, conduce una vita ancora accettabile solo con colliri quotidiani. Così chiesi alla segreteria del mio circolo di poter misurare la pressione oculare a tutti i partecipanti ad una gara di golf, aiutato dalla presenza di Piero Chiambretti, che si era reso disponibile, per attirare più persone. Una giornata di sport e di salute oculare. Ma con motivazioni molto superficiali Confindustria Bergamo si oppose. Corsi e ricorsi storici della sanità bergamasca.

Allora mi venne l’idea di proporre a vari partiti di immettere la misurazione della pressione oculare d’obbligo nel rinnovo del permesso di guida. Come tutti sanno la patente si rinnova, a pagamento, in modo sempre più ravvicinato aumentando gli anni coincidendo con l’aumentato rischio di glaucoma. Anche qui il silenzio, da destra a sinistra, copre la possibilità di scoprire realmente a quasi tutti questa patologia che colpisce il 14% dei concittadini con una ricaduta economica sociale da mancata diagnosi elevata. E lo Stato non pagherebbe nulla visto che l’esame della vista per il rinnovo viene pagato dal cittadino, ed avremmo almeno una utilità considerando la superficialità in cui viene svolta! Anche il secondo tentativo è stato vano. Come tutti sanno, e come sperimentiamo anche in questi giorni di referendum, “i politici non pensano alle prossime generazioni ma alle prossime elezioni”!

Ma come i bergamaschi non mollo. Quindi il 15 marzo prossimo mi recherò a Porto San Giorgio (Fermo) dove, insieme a Valeria, consigliere con me dell’associazione sereniesempreuniti dei parenti delle vittime Covid, e con la sponsorizzazione di Salmoiraghi e Viganò, del gruppo Luxottica, misurerò la pressione dell’occhio a tutti quelli che vorranno. Con una donazione libera avranno anche un buono sconto del 35% sull’acquisto di un nuovo occhiale da vista.

Partiamo da questo per sensibilizzare la popolazione, seppur locale, e speriamo di poter sensibilizzare la classe politica che non abbia interessi personali ma comuni per il bene di tutti.

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