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Trump attacca di nuovo il Regno Unito per i mancati aiuti nella guerra in Iran. E Londra risponde

Il presidente degli Usa accusa: "E' un po' tardi, quelli leali sono già dentro". Ma il Regno Unito risponde: "Decidiamo noi qual è l'interesse nazionale"
Trump attacca di nuovo il Regno Unito per i mancati aiuti nella guerra in Iran. E Londra risponde
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Dice che non gliene importa nulla, ma allo stesso tempo precisa che gli alleati “leali sono già dentro”. Donald Trump torna ad attaccare il Regno Unito dopo aver derubricato la levatura di premier Keir Starmer, definito “non certo Winston Churchill”. Mai, nella storia tra due i Paesi, storicamente alleati di ferro nello scacchiere internazionale, si erano vissuti giorni così complicati. All’inquilino della Casa Bianca non è andato giù che il governo inglese non abbia concesso all’esercito statunitense il permesso di utilizzare le basi britanniche per la prima ondata di azioni militari in Iran e ora non risparmia stoccate a Downing Street.

“Non mi potrebbe importare di meno”, se gli alleati potessero fare di più per aiutare nella guerra contro l’Iran, ha detto alla Cbs aggiungendo che “possono fare quello che vogliono”. Quindi ha piazzato la stoccata: “Quelli leali sono già dentro”. Quanto al Regno Unito che ha approntato la portaerei HMS Prince of Wales per un possibile dispiegamento in Medio Oriente, Trump ha commentato: “È un po’ tardi per inviare navi, vero? Un po’ tardi”.

Già sul social Truth, Trump aveva chiarito che gli Stati Uniti non hanno bisogno delle due portaerei britanniche in Medio Oriente: “Il Regno Unito, un tempo nostro grande alleato, forse il più grande di tutti, sta finalmente prendendo seriamente in considerazione l’invio di due portaerei in Medio Oriente. Va bene, primo ministro Starmer, non ne abbiamo più bisogno. Ma ricorderemo. Non abbiamo bisogno di persone che si uniscono alle guerre dopo che le abbiamo già vinte”.

Una serie di affermazioni che hanno portato alla reazione di Londra. La segretaria di Stato per gli Affari esteri britannica, Yvette Cooper, ha affermato che il suo governo non esternalizzerà la propria politica estera dopo le nuove critiche mosse dal presidente Usa. È importante “imparare la lezione” della guerra in Iraq del 2003 e delle sue conseguenze, quando le forze britanniche combatterono al fianco delle loro controparti statunitensi, ha detto Cooper a Bbc News. “È nostro compito, come governo del Regno Unito, decidere cosa sia nell’interesse nazionale, e questo non significa semplicemente accordarci con altri Paesi o esternalizzare la nostra politica estera ad altri Paesi”, ha affermato.

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