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Nuovo attacco di Meloni ai magistrati: “Ci impediscono di governare”. E sulla famiglia nel bosco annuncia l’invio degli ispettori

La premier dice di essere "senza parole" per la decisione dei giudici di allontanare la madre dai figli. Sul referendum: "Sono convinta che la riforma interviene anche su immigrazione e sicurezza"
Nuovo attacco di Meloni ai magistrati: “Ci impediscono di governare”. E sulla famiglia nel bosco annuncia l’invio degli ispettori
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Se sull’attacco contro l’Iran preferisce non schierarsi “per mancanza di elementi a disposizione”, su un argomento invece Giorgia Meloni non esita a prendere posizione. E cioè sul referendum. In un’intervista a Fuori dal coro, su Rete 4, la presidente del Consiglio torna a scagliarsi contro i magistrati tirando nuovamente in ballo due temi: migranti in Albania e la vicenda della famiglia nel bosco, sottolineando di essere “senza parole” per la decisione dei giudici di allontanare la madre dai figli. E sul punto annuncia che il ministro Carlo Nordio sta mandando gli ispettori.

Il nuovo attacco alle toghe

“Se non partiamo dalla base, non possiamo risolvere i problemi. Sono convinta che la riforma della giustizia interviene anche su materie come immigrazione e sicurezza“, dice Meloni. Nonostante la riforma costituzionale voluta da Nordio non riguarda i due argomenti, la premier afferma comunque di essere convinta di questo. I due temi – continua – viaggiano su tre livelli: le leggi “messe a disposizione” anche dal governo, il lavoro delle forze dell’ordine e la “magistratura che faccia rispettare le leggi”. “Se uno dei tre livelli non funziona – ha aggiunto – il meccanismo si inceppa e io conosco moltissimi casi nei quali il meccanismo si è inceppato”. Meloni ha citato così le “devastazioni dei centri sociali a Roma e a Torino”, dove “non c’è stato nessun seguito giudiziario” e “addirittura i giudici hanno annullato il Daspo fatto agli antagonisti”. Sulla seconda materia, ha aggiunto: “Non devo ricordare le continue interpretazioni forzate delle norme per impedirci di governare il fenomeno dell’immigrazione”.

I centri in Albania

E tira fuori nuovamente l’argomento dei centri in Albania: “La novità che le racconto stasera è che ora i giudici non hanno convalidato il trattenimento in Albania di un altro immigrato stupratore di minore, condannato per violenza sessuale su un minore. Cioè a un pedofilo che entra illegalmente in Italia, e stupra un minore, io non lo posso trattenere, non lo posso rimpatriare, e rischio perfino che i giudici gli diano la protezione internazionale. Gli stessi che sono così comprensivi con i criminali stranieri magari poi usano il pugno duro con chi si difende da una rapina in casa”, ha dichiarato Meloni.

Su famiglia nel bosco “Nordio sta mandando ispezione”

Infine torna nuovamente sul caso della famiglia nel bosco. Dice nell’intervista di essere “senza parole” di fronte alle ultime decisioni dei magistrati: “Una decisione che non penso faccia stare meglio i bambini, gli infligge un pesantissimo trauma. Penso che siamo oltre, dobbiamo assistere inermi a queste decisioni figlie di una lettura ideologica, ma lo Stato non ti può togliere i figli perchè non condivide il tuo stile di vita”. Nordio, ha concluso la premier, “sta mandando una ispezione, ho parlato con il ministro”.

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A cura di Paolo Frosina
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