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Ultimo aggiornamento: 17:30

Referendum, i procuratori Curcio, Tescaroli e Nitti: “Il rischio è che in futuro siano più difficili le indagini sui legami mafia-politica”

I procuratori avvertono: la riforma della giustizia potrebbe compromettere le indagini sulla criminalità organizzata
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“Io credo che ci sia un forte rischio che l’azione di contrasto alla criminalità organizzata possa essere compromessa. La mafia, come la corruzione, ha sempre avuto la capacità di creare rapporti con il potere e, per svolgere l’attività investigativa nei confronti di questa area grigia, è indispensabile avere un Pubblico ministero autonomo e indipendente“, queste le parole di Luca Tescaroli, capo della Procura di Prato, ospite del Forum del Fatto Quotidiano “Perché No – speciale referendum”, insieme a Francesco Curcio, procuratore di Catania, e Renato Nitti, al vertice dell’ufficio di Trani.

“Se andrà in onda il secondo tempo di questo progetto di riforma succederà alle indagini di mafia lo stesso di quello che si auspica, in modo forse non tanto velato, con i reati dei colletti bianchi. Io penso che ci consentiranno di fare le indagini sulla manovalanza della mafia, quello che sarà difficile è arrivare ai livelli superiori, che sono quelli dello scambio politico elettorale mafioso“, ha concluso Francesco Curcio.

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A cura di Paolo Frosina
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