L’attacco all’Iran è un altro pezzo della nuova guerra mondiale: dopo Maduro e Khamenei, a chi toccherà?
di Leonardo Botta
“Ogni medaglia ha il suo rovescio”, disse quel tizio a cui toccò pagare i funerali della suocera. Mi viene in mente questo cinico aforisma, mentre penso alla vicenda Usa-Israele-Iran. Già, perché mentre mi assale un profondo, anche se sadico senso di soddisfazione per la morte di quell’infame di Khamenei (lo so, il mio non è un sentimento molto cristiano), mi prende l’ansia per le conseguenze dell’attacco che il duo Trump&Netanyahu ha sferrato contro un regime infame sì, sanguinario certo, ma che non ho ben capito quale concreto e imminente pericolo costituisse, in questo momento, per gli equilibri geopolitici del Medio Oriente, dell’America e dell’intero pianeta (isole comprese).
Insomma, se è vero che il battito d’ali di una farfalla può provocare un uragano dall’altra parte del mondo, figuriamoci quale Armageddon potrebbe scatenare questa offensiva di caccia, droni, missili e bombardieri in un’area che a incendiarla basterebbe anche un solo minicicciolo.
Che poi, guarda la combinazione, il buon Donald la democrazia la va a esportare sempre nei paesi che, per una fortuita coincidenza, sono imbottiti di gas e petrolio come lo sono di cioccolatini le calze che le nonne regalano ai nipotini per la Befana.
Intanto, come la giriamo o la voltiamo, anche oggi abbiamo staccato un altro “pezzo” di quella guerra mondiale che denunciava papa Francesco. Dopo Maduro e l’Ayatollah, chi sarà il prossimo? Aspettiamo che Trump (quello che “Non inizierò nuove guerre, le fermerò”) estragga un altro bussolotto dalla sua svalvolata tombola (“the winner is…”).
E lasciate ogni speranza voi che pensate ci sia qualcuno, non dico sul nostro globo terracqueo, ma nell’intera galassia capace di far ragionare il leader a stelle e strisce; per dire, la nostra presidente Meloni, “pontiera” designata sin dall’insediamento alla Casa Bianca del tycoon, era completamente all’oscuro dei suoi piani guerrafondai, tant’è che il nostro ministro della Difesa Crosetto è rimasto bloccato a Dubai dove si trovava con la famiglia, mentre sulla sua testa volava di tutto: ci sarebbe da ridere, se la situazione non fosse tragica.
Ps. In tutto questo, e mentre aspettiamo la temuta conta delle “fisiologiche” vittime civili in Iran, la domanda dalle mille pistole è: c’è qualcuno a cui veramente interessi la sorte di quel popolo, di tanti bambini, giovani e anziani, donne e uomini eredi del glorioso regno di Persia e tenuti da più di trent’anni sotto scacco da un bastardo (riposi in pace) e i suoi tirapiedi?