Paralimpiadi, una spesa da oltre mezzo miliardo: il trucco per coprire i conti in rosso delle Olimpiadi di Milano-Cortina
Quindicimila tra telefonini e pc per un valore di 12 milioni di euro acquistati per lo staff, 1.500 biglietti aerei per i rappresentanti del Comitato Paralimpico Internazionale, tre milioni e mezzo di euro per la cerimonia di inaugurazione, un milione per la chiusura. Come non bastasse, una flotta di 2.860 minivan per i trasporti di atleti, dirigenti e Famiglia Olimpica, 77 milioni di euro per la tecnologia e il cloud, 36 milioni per le telecomunicazioni, 46 milioni di euro per infrastrutture temporanee… Fa venire il capogiro, accompagnato da una discreta dose di stupore, il viaggio all’interno delle spese sostenute per le Paralimpiadi invernali di Milano Cortina 2026 che vanno ad incominciare il 6 marzo con la cerimonia nell’Arena di Verona. Perché si ha la riprova di trovarsi di fronte ad un gioco delle tre scatolette ideato in alto loco, dal governo italiano, per coprire i debiti di Fondazione Mico, il comitato organizzatore dei Giochi. Si tratta di una serie di vasi comunicanti che portano a 547 milioni di euro il finanziamento pubblico totale per il caravanserraglio del Circo Bianco, in parte sotto forma di elargizione per le Paralimpiadi, in parte per soccorrere i conti esausti della Fondazione che ha come presidente Giovanni Malagò e come amministratore delegato Andrea Varnier.
MEZZO MILIARDO DI SPESE IN PIÙ
A scoperchiare questo pentolone, di cui ilfattoquotidiano.it ha già indicato in passato i grandi numeri, è il “Secondo programma dettagliato” redatto dal commissario straordinario per le Paralimpiadi, Giuseppe Fasiol, l’ingegnere veneto nominato in quella carica lo scorso agosto, a cui il governo ha messo in mano più di mezzo miliardo di euro. La destinazione apparente è quella di organizzare l’evento, quella dissimulata è l’aiuto con denaro pubblico a una Fondazione asseritamente privata che ha sforato clamorosamente il budget. Nel 2018 era indicato in 1,4 miliardi di euro, ma è cresciuto fino ai 2 miliardi della relazione con cui, a giugno 2025, Palazzo Chigi ha approvato, grazie ai soldi dei contribuenti, un maxi stanziamento per riempire la differenza. La “Contabilità speciale” di cui può disporre Fasiol al momento è di 480 milioni di euro già calcolati e di una cifra non ancora definita. La parte quantificata è composta dai finanziamenti pubblici previsti dal decreto del governo del giugno 2025, da un incremento deciso in ottobre e dalle voci contenute nelle Leggi Finanziarie 2024 e 2025. Vanno poi aggiunti gli oneri a carico di Regione Veneto, Provincia Autonoma di Trento e Comune di Milano, gli unici soldi pubblici indicati nel dossier di candidatura e quantificati (all’epoca) in 67,7 milioni di euro. È così che si arriva alla cifra finale di 547 milioni di euro.
FONDAZIONE INCASSA 312 MILIONI DI EURO
Cosa se ne fa il commissario di tutto questo bendidio? Per il momento versa più di 300 milioni di euro a Fondazione, contribuendo alle spese da questa già sostenute o in essere per organizzare le Olimpiadi e le Paralimpiadi. Era sempre stato chiaro che Fondazione Milano Cortina avrebbe dovuto preparare entrambi gli eventi. Solo nel giugno 2025 il governo ha fatto uscire dal cilindro legislativo il commissario paralimpico, cambiando le regole del gioco sei anni dopo l’assegnazione delle Olimpiadi. Fasiol, che ha incassato tra fine dicembre e fine gennaio i primi 480 milioni, ha così preparato l’elenco dei soldi da “rimborsare” a Fondazione. Si tratta di 312,8 milioni di euro per “servizi già acquisiti o in corso di definitiva acquisizione”. Fondazione ha speso quei soldi, ma se li fa rimborsare dalle Paralimpiadi, calcolando che sono serviti per l’organizzazione dell’evento paralimpico, anche se non sono “sostituibili”, in quanto già erogati. Così Fondazione incassa dal commissario ed evita altre spese che sarebbero state a suo carico.
CELLULARI, PC, VIAGGI AEREI…
In questo capitolo troviamo voci molto interessanti. Mico si fa rimborsare 20 milioni di euro per servizi di broadcasting, 16,5 milioni per spese energetiche, 2 milioni per spese di pulizia, 3 milioni per locazioni di sedi, 7,3 milioni per pasti e bevande. Ci sono anche 78 milioni di euro per tecnologia informatica, 36,4 milioni per telecomunicazioni, 7,4 milioni per trasporti, 46,5 milioni per il montaggio di infrastrutture temporanee. Da questo elenco apprendiamo che per la cerimonia di apertura in Arena a Verona si spendono 3 milioni 561 mila euro. Imponente la cifra di 15mila tra Pc, Smartphone, tablet e stampanti, compreso un contratto di Help Desk multicanale, con una spesa calcolata in 11,6 milioni di euro. Altri 12,7 milioni se ne vanno per 2.860 veicoli in sub noleggio, con carburante, pneumatici, manutenzione e pulizia. Per il montaggio di infrastrutture temporanee nelle venues di gare previsti altri 46,5 milioni di euro. La voce sicurezza prevede 10 milioni di euro. Non viene però spiegato il criterio con cui si arrivata a queste cifre attribuite alle Paralimpiadi, rispetto al monte totale della spesa per le Olimpiadi.
UN TOTALE IMBARAZZANTE
L’elenco di questa contabilità cresce a dismisura se si calcolano i 37 milioni di euro spesi dal commissario per subentrare in contratti con i fornitori già in essere con Fondazione Mico per servizi destinati alle paralimpiadi. Qui troviamo, ad esempio, un milione di euro per la cerimonia di chiusura al Palaghiaccio di Cortina, 750mila euro per 1.500 biglietti aerei di cui beneficia il Comitato Paralimpico Internazionale, oltre a 7 milioni per la videosorveglianza e 8 milioni per i controlli agli accessi e ai parcheggi. Ci sono poi nuovi contratti stipulati dal commissario Fasiol per 5 milioni e mezzo di euro. Infine, 13,8 milioni di euro liquidati alla società pubblica Infrastrutture Milano Cortina (Simico) per interventi che esulano dalle Paralimpiadi, grazie a un allargamento delle competenze deciso con un decreto. È così che le Paralimpiadi pagano l’innevamento artificiale in aree come Livigno interessate solo alle Olimpiadi o spese per la pista da bob, una disciplina che esula dai giochi paralimpici. Un’apposita convenzione ha messo in carico al commissario Fasiol 7,7 milioni di euro per vitto, alloggio, abbigliamento, trasporti del migliaio di alpini dell’Ana impiegati come volontari. Hanno lavorato per le attività sia olimpiche che paralimpiche, ma a pagare è sempre il governo italiano.