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Il diritto internazionale? Bello, ma guai ad abusarne: la teoria della modica quantità di Metsola | Il commento

La presidente del Parlamento Ue elabora il pensiero in un'intervista ad Avvenire: del resto, aveva già detto tutto Antonio Tajani, a proposito dell'abbordaggio alla Flotilla da parte dell'Idf
Il diritto internazionale? Bello, ma guai ad abusarne: la teoria della modica quantità di Metsola | Il commento
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Quando meno te lo aspetti arriva Roberta Metsola, presidente del Parlamento europeo, e il suo conforto per mitigare l’ansia della guerra, la paura che il fuoco delle armi con le quali Donald Trump gestisce i suoi affari giunga fino all’Europa. Oggi Metsola ha l’occasione di ricordarci, attraverso un’intervista concessa ad Avvenire, che non dobbiamo “abusare” del diritto internazionale.

“Pietra fondante” della nostra civiltà ma senza eccedere. L’avvocatessa maltese chiamata a guidare gli europarlamentari avanza, senza però farne esplicitamente cenno perché è pur sempre una donna elegante, la tesi del “dente per dente” che immaginiamo sia la nuova frontiera del diritto anche a Bruxelles. La presidente ci spiega che osservare il diritto internazionale con quei fanatici di Teheran sarebbe veramente fuori dalle cose intelligenti da fare. La sua idea (è una nota avvocatessa maltese) è di usare il diritto solo nei confronti di gente come noi, gentile come noi, rispettosa come noi.

Metsola immagina che il diritto internazionale vada bene per dirimere per esempio controversie con i finlandesi o con i danesi (sui groenlandesi il giudizio è bene sospenderlo). Si potrebbe fare uno sforzo e tenere a mente il diritto con i tunisini e gli egiziani. Ma, per dire, con i sudanesi che ne facciamo? Infatti gli israeliani mica hanno osservato il diritto per occupare Gaza? Mica hanno chiesto il permesso all’Onu per uccidere circa 80mila persone di cui 18mila bambini? È guerra e hanno ucciso i combattenti di Hamas e coloro che erano vicini per rispondere al progrom del 7 ottobre di Hamas in terra d’Israele. E il Libano? E la Siria? E l’Iraq?

Confronti militari con gente che ama la forca, che usa il potere per schiacciare i nemici interni, ha bisogno – secondo la nostra presidente – di uguale determinazione: loro la forca, noi le bombe. Loro i droni, noi i missili. Loro i missili, noi i supermissili. Mai “abusare” del diritto internazionale: molto bello, molto utile ma troppo signorile, troppo civile. Aveva già detto tutto il nostro ministro degli Esteri Antonio Tajani, a proposito dell’abbordaggio alla Flotilla da parte dell’Idf: “Il diritto internazionale vale ma fino a un certo punto”. Fino a un certo punto. Ci siamo capiti?

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