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Referendum, Canfora: “Separazione carriere non c’entra, vogliono demolire il Csm. È il punto di partenza di un vero e proprio golpe”

Lo storico denuncia: "La vera intenzione è demolire il Csm e aumentare il potere del premier a scapito del presidente della Repubblica"
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Con la legge Nordio il governo vuole demolire il Consiglio superiore della magistratura. I propagandisti parlano di separazione delle carriere, in realtà non c’entra nulla. Il vero obiettivo è cancellare di fatto, facendolo a pezzettini, il Csm, che rappresenta il potere giudiziario”. A rivendicarlo è lo storico Luciano Canfora, autore del libro Storia del suffragio universale“, edito da PaperFirst, a margine della presentazione a Roma del volume, insieme al giornalista e conduttore di Accordi & Disaccordi, Luca Sommi, e a Miriam Mirolla, direttrice della Scuola di Cittadinanza del Fatto Quotidiano “Domenico De Masi”.
“Accade che il presidente del Csm sia anche il presidente della Repubblica e quindi è un’anteprima di quello che loro pensano di fare rispetto al presidente della Repubblica, che vogliono mettere nell’angolo dando al presidente del Consiglio un potere spropositato. Questo è il punto di partenza di un vero e proprio golpe”, attacca Canfora.
E ancora: “Preso per sé può essere considerato come un volgare tentativo di mettere in ginocchio un potere dello Stato il cui ruolo, secondo la Costituzione, è pari a quello degli altri due poteri. Ma aggiungerei un elemento politico molto elementare e immediato. Abbiamo tre forze politiche governative coalizzate per interessi comuni, ognuno persegue un obiettivo e lo scambio tra queste tre forze politiche è un baratto. Gli ipernazionalisti di Fratelli d’Italia accettano la frantumazione regionale voluta dalla Lega, in cambio del potenziamento del Primo ministro. I seguaci nipotini di Silvio Berlusconi vogliono distruggere la magistratura e ottengono questo in cambio dell’adesione agli altri due. Diceva Sallustio “Inter bonos amicitia, inter malos factio est“, ovvero che tra le persone buone, oneste, c’è l’amicizia e tra i malvagi, sostanzialmente, un patto scellerato”.
Canfora contesta pure il meccanismo del sorteggio, che nella riforma Nordio è puro per i togati, ma non per i laici: “Se un organismo viene diviso in due e per giunta i suoi componenti vengono scelti con un sorteggio tutto politico, vuol dire che si vuole mettere in ginocchio quell’organismo. Mi pare che Parisi abbia detto che sarebbe un po’ imbarazzante se i premi Nobel venissero sorteggiati. Cioè la competenza fa pugni con il sorteggio, ma è ovvio”.

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A cura di Paolo Frosina
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