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La nave cisterna russa Arctic Metagaz esplode a largo di Malta: “Attaccata da droni navali ucraini partiti dalla Libia”

Non è la prima volta che navi della flotta ombra russa subiscono attacchi mentre si trovano in navigazione nel Mediterraneo. Lo scorso anno a Savona le esplosioni sulla nave Seajewel
La nave cisterna russa Arctic Metagaz esplode a largo di Malta: “Attaccata da droni navali ucraini partiti dalla Libia”
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La Arctic Metagaz, una nave cisterna russa per il trasporto di gas, è stata distrutta da un’esplosione mentre si trovava nel Mediterraneo, al largo delle coste di Malta, poco distante dalla Sicilia. Il ministero dei Trasporti di Mosca non ha dubbi: l’imbarcazione è stata attaccata da droni navali ucraini partiti dalla Libia. Secondo il ministro russo l’episodio è “un atto di terrorismo internazionale e pirateria marittima”.

I 30 membri dell’equipaggio, tutti di nazionalità russa, sono stati tratti in salvo grazie al coordinamento dei servizi di salvataggio maltesi e russi. La nave metaniera, soggetta a sanzioni da parte di Stati Uniti e Regno Unito, aveva segnalato la sua posizione al largo delle coste di Malta lunedì, secondo quanto riportato dai dati di tracciamento delle navi sulla piattaforma MarineTraffic. Le forze armate maltesi hanno reso noto di aver ricevuto una sos proveniente dalla nave e di aver proceduto con i soccorsi.

Non è la prima volta che navi metaniere o petroliere russe subiscono attacchi mentre si trovano in navigazione in acque interazionali nel Mediterraneo per commerciare combustibile, aggirando le sanzioni internazionali. La Arctic Metagaz faceva parte con tutta probabilità della cosiddetta flotta “fantasma”: da mesi, ormai, dopo le sanzioni ai danni di Mosca a seguito dell’invasione dell’Ucraina, alcune navi russe, spesso petroliere, avevano iniziato a solcare il Mediterraneo per contrabbandare il combustibile di Mosca.

Per evitare ripercussioni, le navi accendevano e spegnavano a intermittenza i propri radar per rendere più difficoltose le verifiche e i tentativi di localizzazione. Solo un mese fa alcune navi “fantasma” russe erano state avvistate in acque internazionali, al largo delle coste della Sardegna. Lo scorso anno delle esplosioni avevano interessato la nave Seajewel ormeggiata al largo di Savona: in questo caso anche l’intelligence italiana aveva ipotizzato un’opera di un sabotaggio filo-ucraino. Uno degli ultimi attacchi si era verificato durante lo scorso novembre ai danni di due petroliere russe nel Mar Nero.

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