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La guerra in Iran scuote le borse asiatiche: Seul crolla del 12%. L’Europa tenta un rimbalzo

L'economia sudcoreana, produttrice di chip e dipendente dall'importazione di combustibili, risente del blocco dello Stretto di Hormuz, imposto dall'Iran
La guerra in Iran scuote le borse asiatiche: Seul crolla del 12%. L’Europa tenta un rimbalzo
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Crollano le borse asiatiche mentre la paura per le conseguenze del conflitto in Medio Oriente continua a diffondersi tra gli azionisti. Per il terzo giorno di fila gli indici azionari hanno subito forti cali, con l’Msci Asia Pacific, l’indice azionario che monitora le oscillazioni dei paesi dell’area Asia-Pacifico, che cala del 4,5%. Seul crolla, registrando un -12%. Tokyo perde il 3,6%. Male anche Hong Kong (-2,6%), Shanghai (-1,08%), Shenzhen (-0,65%) e Mumbai (-1,8%). Invece, le Borse europee tentano un rimbalzo: avviano la seduta con dati positivi, dopo le performance negative degli ultimi due giorni ed in controtendenza rispetto ai listini asiatici. Aprono in rialzo Francoforte e Parigi. Resta stabile Londra. Milano, dopo il tonfo di ieri, apre la seduta in leggero progresso.

A risentire degli eventi in Medio Oriente è stata soprattutto la Corea del Sud. Seul basa la propria economia sulle aziende produttrici di microchip come Samsung e SK Hynix, primo e secondo produttore di chip al mondo, che oggi perdono rispettivamente l’11,7% e il 9,6%. La loro capacità di mandare avanti la produzione, importando la Corea quasi tutte le materie prime per generare energia, è legata a doppio filo con le importazioni di combustibili, provenienti dallo Stretto di Hormuz, lo snodo da cui passa circa il 20% del petrolio mondiale, oggi bloccato dai Pasdaran iraniani come strategia contro gli Stati Uniti e i paesi del golfo schierati dalla parte dell’alleato americano.

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