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I disoccupati calano ma c’è poco da festeggiare: aumenta il numero degli inattivi. I dati Istat

Molti non cercano più lavoro perché sono usciti dal mercato. Francesco Seghezzi, presidente Adapt: "La crescita degli inattivi, le difficoltà dell’occupazione femminile e la forte espansione del lavoro autonomo sono segnali che richiedono un’analisi più approfondita"
I disoccupati calano ma c’è poco da festeggiare: aumenta il numero degli inattivi. I dati Istat
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Aumentano gli occupati (+80mila) ma solo tra gli uomini. E se la disoccupazione scende (-99mila), crescono ancora gli inattivi: 35mila in più in un mese, 322mila nell’ultimo anno. A fronte di un calo dei disoccupati di 384mila unità e di un aumento degli occupati di soli 70mila. Insomma: molti non cercano più lavoro perché sono usciti dal mercato. È la fotografia che emerge dai dati Istat diffusi mercoledì. La maggioranza festeggia il tasso di disoccupazione sceso a un nuovo minimo storico – 5,1%, il livello più basso dall’inizio delle serie mensili – ma non mancano le ombre.

“L’aumento degli occupati è certamente positivo, ma non può essere letto in modo isolato”, commenta Francesco Seghezzi, presidente di Adapt. “La crescita degli inattivi, le difficoltà dell’occupazione femminile e la forte espansione del lavoro autonomo sono segnali che richiedono un’analisi più approfondita delle trasformazioni in atto nel mercato del lavoro. Il quadro che emerge non è quello ideale per affacciarsi ad una nuova spirale inflazionistica”.

La crescita mensile dell’occupazione infatti è “interamente determinata dagli uomini, che registrano un aumento di 84mila occupati, mentre tra le donne si osserva una lieve flessione (-4mila). Su base annua, al contrario, la dinamica appare più favorevole per l’occupazione femminile. Sul fronte della disoccupazione si registra una riduzione significativa: i disoccupati diminuiscono di 99mila unità nel mese, raggiungendo i livelli più bassi mai registrati, mentre su base annua il calo è di 384mila persone. A questo dato si affianca però una crescita consistente degli inattivi, che aumentano di 35mila nel mese e di 322mila nell’ultimo anno. Il risultato è che una parte rilevante della riduzione della disoccupazione si traduce in un’uscita dal mercato del lavoro”.

I festeggiamenti della destra “dimostrano tutta la loro ignoranza”, commenta il senatore e vicepresidente del M5S, Mario Turco, componente della Commissione parlamentare d’inchiesta sulle banche. “Se, infatti, avessero letto i numeri nel dettaglio, si sarebbero resi conto che, in un anno, gli inattivi sono aumentati quasi 5 volte in più degli occupati. I disoccupati, che formalmente risultano in calo, sono andati quasi interamente a ingrossare le file degli stessi inattivi. Insomma: fra gennaio 2025 e gennaio 2026 chi non aveva un’occupazione ha finanche smesso di cercarla. Un totale disastro, il fallimento conclamato delle sedicenti politiche attive di cui, a sproposito, il Governo si riempie la bocca”.

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