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Lecce, studenti in gita nella caserma dell’Esercito: “E’ promozione della cultura scientifica”

Quarantasette ragazzi del polo tecnico professionale “Moccia – Vanoni” di Nardò, accompagnati dai loro docenti, hanno svolto l’intera mattinata con i soldati nel comando “Floriani di Torre Veneri”. Critico l’Osservatorio contro la militarizzazione della scuola
Lecce, studenti in gita nella caserma dell’Esercito: “E’ promozione della cultura scientifica”
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In caserma per la promozione della cultura scientifica. Tre classi quinte e una quarta del polo tecnico professionale “Moccia – Vanoni” di Nardò (Lecce) nei giorni scorsi sono state condotte, con un pullman messo a disposizione dall’Esercito, nel comando “Floriani di Torre Veneri”, sede del reggimento addestrativo della scuola di cavalleria. Quarantasette ragazzi accompagnati dai loro docenti hanno svolto l’intera mattinata con i soldati. Il tutto è certificato dalla circolare della dirigente, Maria Rosaria Però, scritta il 16 febbraio con oggetto: “Visita guidata caserma Floriani di Torre Veneri – Progetto Giornate di promozione della cultura scientifica”.

La nota che precisa gli orari di partenza e di rientro, le sezioni partecipanti e le modalità di autorizzazione dei genitori ma non chiarisce con precisione quale sia il legame tra la cultura scientifica e la vita militare. Per capire la ratio della proposta abbiamo cercato la dirigente: “Si tratta di un progetto – chiarisce senza problemi la professoressa Però – promosso dalla Provincia di Lecce che mette a disposizione visite alle aziende, all’Arpa, agli atenei e anche alle caserme che hanno attrezzature di alta tecnologia. La finalità non è quella di mostrare il ruolo militare dell’Esercito, che è comunque anche forza di pace, ma quello di valorizzare l’aspetto scientifico. D’altro canto ci sono studenti che vogliono accedere alla carriera militare: perché precludere questa attività ai ragazzi?”.

Sul sito dell’Osservatorio contro la militarizzazione della scuola ci sono persino delle immagini della giornata. “Alla caserma – denuncia l’associazione pacifista – è collegato un poligono di tiro nel quale si svolgono regolarmente delle esercitazioni militari a causa delle quali la polizia locale emette degli annunci di pericolo per tutta la popolazione residente e turistica, e conseguente divieto di attraversare la zona. Una ricaduta debilitante per qualsiasi altra attività sociale ed economica presente in quel territorio, tranne che per il comparto militare. Anche il 18 febbraio, lo stesso giorno della visita delle classi del “Moccia-Vanoni” nella caserma Floriani, si sono tenute esercitazioni a fuoco diurne e notturne con armi di vario calibro, come cita la pagina Facebook dei ghisa”.

L’Osservatorio critica la scelta della scuola: “Le Giornate di promozione della cultura scientifica, così come previste dal programma della provincia di Lecce, prevedono un numero nutrito di enti di supporto. Sarebbe il caso di vietare che in questi rientrino le strutture dell’Esercito, della Marina militare e dell’Aeronautica e di verificare se gli altri enti sostengono le applicazioni del dual-use. Invece che portare i nostri studenti a sorbire la propaganda securitaria e della difesa, come docenti e responsabili del loro tempo a scuola, dovremmo sottoporre loro contenuti di qualità maggiore, mostrando per esempio le ricadute sociali e ambientali dei sistemi produttivi, comparandoli”. L’associazione ammette che la sede “Floriani” è inserita in un progetto di efficientamento energetico (progetto Caserme Verdi avviato nel 2018 dal sistema Difesa) ma “resta una finalità tra le più distruttive per l’ecosistema, quella dei conflitti armati e il suo poligono militare risulta spaventosamente attivo e inquinante per suolo, aria e mare”.

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