Tram deragliato a Milano, il conducente accusato per disastro ferroviario in concorso: verso nuovi indagati. La seconda vittima non è Karim Tourè
È indagato per disastro ferroviario colposo, omicidio e lesioni colpose, il conducente del tram 9 che a seguito di un deragliamento è finito contro un palazzo, il 27 febbraio a Milano, provocando due morti e una cinquantina di feriti. La procura ha disposto il sequestro di documenti nella seda milanese di Atm (Azienda trasporti milanesi), per verificare l’ipotesi del malore sostenuta dall’autista. Nel provvedimento, i reati sono contestati con l’ipotesi del “concorso anomalo”, previsto dall’articolo 116 del codice di procedura penale. Plausibile dunque che altre persone saranno iscritte nel registro degli indagati. Secondo il ministro Salvini appare improbabile il “guasto tecnico”. Intanto la procura ha annunciato uno scambio di persona sull’identità della seconda vittima.
Le indagini e le carte Atm sulle comunicazioni con l’autista: “Nessuna ipotesi esclusa”
Nel decreto di sequestro il pm Elisa Calanducci – che coordina l’inchiesta insieme al procuratore Marcello Viola – ipotizza violazioni dell’articolo 141 del Codice della Strada, ovvero l’omissione nel regolare adeguatamente la velocità in prossimità di una fermata. Il provvedimento precisa anche la necessità di verificare le condizioni dell’indagato al momento del deragliamento, accertando se abbia comunicato eventuali problemi alla sala operativa Atm: valutare le “condizioni di salute” dell’autista e se quest’ultimo avesse “segnalato” ad Atm “criticità o anomalie di qualunque genere”, si legge nel decreto di sequestro. I magistrati hanno ordinato di acquisire tutte le “registrazioni delle comunicazioni” fra la sala operativa e gli autisti, con i “relativi brogliacci”.
Stando al decreto di sequestro Pietro M., il tranviere di 60 anni, avrebbe “omesso di regolare adeguatamente la velocità del mezzo mentre si trovava in prossimità di una fermata e dell’intersezione stradale fra viale Vittorio Veneto e via Lazzaretto”. Inoltre, non si sarebbe accorto che lo scambio ferroviario era azionato verso sinistra, “ed ometteva di azionare lo scambio in direzione ‘diritto'”, così ”svoltava a sinistra a velocità talmente elevata da determinare il deragliamento della vettura”, che si schiantava contro un palazzo ”cagionando un disastro ferroviario”. Dopo l’acquisizione della carte sequestrate in Atm, non si esclude l’iscrizione nel registro degli indagati di alcuni responsabili della sicurezza dei mezzi. Anche a garanzia delle consulenze da effettuare, come quella cinematica e sulla “scatola nera”, per ricostruire velocità e dinamica. Ad oggi, secondo la pm Elisa Calandrucci, non si esclude alcuna ipotesi, “riconducibili a possibili errori umani o a eventuali malfunzionamenti tecnici”.
L’ipotesi del malore, Salvini: “Difficile parlare di guasto tecnico”
Il ministro dei Trasporti Matteo Salvini, invece, tende ad escludere il guasto del mezzo: “So che nelle prossime ore ci saranno gli approfondimenti necessari. Al di là del cordoglio – che non dura 24 ore, ma va avanti per tutta la vita – per i morti, e l’accompagnamento, per i feriti e il ringraziamento per i soccorritori e volontari, è chiaro che tutti parlano dell’ipotesi di un malore del conducente come unica causa. Perché di guasto tecnico, essendo mezzi nuovi è difficile parlare. Vedremo se emergerà qualcosa d’altro”.
L’autista del mezzo, che sarà risentito nei prossimi giorni, ha raccontato di aver avuto prima un dolore alla gamba e poi un mancamento: “Era diventato tutto nero e ho perso il controllo” le sue parole poco prima di lasciare l’ospedale Niguarda. In servizio da trentacinque anni, ha passato la sua vita lavorativa sul tram e questo, a 60 anni, è stato il suo primo incidente. Come riferito dall’agenzia Ansa, ha sbattuto la testa sul vetro e ha un occhio nero. In ospedale con lui c’era anche la moglie: “Moralmente – ha spiegato – è distrutto, perché è successa una cosa che in tutti questi anni di lavoro non si sarebbe mai aspettato potesse succedere”. Al vaglio dei pm non ci sono ipotesi privilegiate: si sta valutando se davvero ci sia stato un malore del conducente e se sia o meno scattato il sistema frenante di sicurezza.
Lo scambio di persona e gli indennizzi
Intanto, la procura ha annunciato uno scambio di persona sulla seconda vittima del deragliamento del tram: non è il senegalese di cinquantasei anni, Karim Tourè, come era stato dichiarato. Quest’ultimo in realtà sarebbe ricoverato in codice rosso. La persona che ha perso la vita nell’incidente è un altro straniero di origini africane di cui si stanno cercando i famigliari.
Atm, l’azienda che gestisce il trasporto pubblico a Milano, supporterà tutti coloro che sono stati coinvolti nell’incidente del tram 9, con un primo indennizzo. L’azienda verserà una cifra iniziale di 5mila euro a persona, a coloro che sono rimasti coinvolti nell’incidente.