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Sanremo 2026 – Pagelle della finale | Voto 4 a Bocelli che copia Benigni, 2 all’incomprensibile classifica

Solo io non capisco questo meccanismo complicato, arzigogolato? E poi confesso: avevo un pregiudizio su Laura Pausini. Invece ha portato una certa vivacità
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Per l’ultima serata di Sanremo 2026 oltre a giudicare i top e i flop (direi più flop) ripristiniamo i voti in pagella.

Cominciamo con un 8 alla regia per scusarmi del sospetto di aver oscurato l’altra sera il bacio saffico: la prova televisiva nega ogni intenzionalità nel passaggio al campo più ampio. La scelta dei piani, anche ieri sera, anche nei momenti di maggiore intensità, è stata precisa e armoniosa, non un primo piano, un dettaglio immotivato.

7 a Laura Pausini. Confesso che avevo un pregiudizio nei suoi confronti. Non c’entra la storia di Bella ciao, temevo le sue svenevolezze, il suo tono patetico. Invece ha portato una certa vivacità autentica, una corretta interpretazione di questo ruolo ambiguo della co-conduttrice.

6– a Frassica Io lo trovo irresistibile nei suoi siparietti a Che tempo che fa. Giuro: vado avanti a ridere per ore per i suoi nonsense, le sue storpiature, l’assurdità delle insinuazioni sulla vita di Fabio Fazio. Ieri non mi è sembrato altrettanto travolgente. Forse Carlo Conti non è il partner ideale per le sua comicità.

5 a Giorgia Cardinaletti. Non tanto a lei, per quello che ha fatto ma al ruolo che ha svolto. Il voto vale per tutte le signore che hanno svolto il compito di annunciatrici delle canzoni in gara. Che senso ha chiamare attrici, modelle, giornaliste che esibiscono abiti sontuosi e – siamo sinceri – la loro bellezza per far leggere loro due righe? A questo punto meglio tornare alla coppia di vallette, la bruna e la bionda, fisse per tutte le serate. Arridateci Valeria Mazza…

4 a Bocelli perché ha copiato il compito. Non è vero, come ha detto Conti, che nessuno è mai entrato all’Ariston a cavallo. Lo fece Benigni nel 2011 per i festeggiamenti dei 150 anni dell’Unità d’Italia. Ma quella di Benigni fu una cavalcata all’insegna del paradosso, la simulazione di una statua con tanto di tricolore in mano, uno scherzo: “oh si fa per scherzare” come ama aggiungere alle sue cattiverie. Bocelli a cavallo invece si prende pure sul serio.

2 al meccanismo che produce la classifica, complicato, arzigogolato, incomprensibile. Almeno io faccio una fatica enorme a orientarmi lì dentro. Non voglio fare una questione di trasparenza, ma non sarebbe meglio una roba un di più facile lettura? Così evitiamo le polemiche…

Saluti sanremesi a tutti e un ringraziamento a Davide Balconi che mi assiste nell’analisi dell’audience.

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