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Il 17 marzo sciopero dei lavoratori della sanità privata e delle Rsa: “Contratti scaduti da un decennio, intollerabile”

Coinvolti 300mila lavoratori. I sindacati denunciano che l’associazione degli istituti socio-sanitari di carattere religioso e quella dell’ospedalità privata "subordinano l’apertura e la conclusione delle trattative alla copertura economica dei costi del rinnovo da parte di Governo e Regioni"
Il 17 marzo sciopero dei lavoratori della sanità privata e delle Rsa: “Contratti scaduti da un decennio, intollerabile”
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Nonostante la convocazione al ministero della Salute per il 4 marzo, le segreterie nazionali di Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl hanno proclamato un nuovo sciopero nazionale dei lavoratori della sanità privata e delle Rsa per il 17 marzo per il rinnovo del contratto di lavoro di 300 mila dipendenti. “Non c’è più tempo da perdere”, spiegano, “è necessario entrare nel merito delle trattative, con risorse certe e con una disponibilità reale, non solo di facciata, da parte delle controparti Aris e Aiop, che nelle dichiarazioni affermano di voler rinnovare i contratti ma nei fatti subordinano l’apertura e la conclusione delle trattative alla piena copertura economica dei costi del rinnovo contrattuale da parte di Governo e Regioni”. Aris è l’associazione degli istituti socio-sanitari di carattere religioso, Aiop l’associazione italiana dell’ospedalità privata, che in Italia rappresenta 577 strutture accreditate.

Parliamo di due Ccnl “scaduti rispettivamente da 8 e 13 anni: una situazione che non è più tollerabile. Proprio per questo chiediamo con forza al Ministero della Salute e alla Conferenza delle Regioni di definire regole certe e vincolanti sugli accreditamenti istituzionali che rendano automatico il rinnovo dei contratti alle stesse vigenze della sanità pubblica, impedendo il ricorso al dumping contrattuale messo in atto da soggetti datoriali e organizzazioni sindacali non rappresentative”.

Il differenziale salariale tra pubblico e privato, spiegano i sindacati, è evidente: “Per una figura come quella dell’infermiere parliamo di circa 500 euro mensili in meno rispetto ai colleghi della sanità pubblica che, dopo il rinnovo del contratto 2022-2024, riceveranno ulteriori incrementi con le risorse stanziate per il triennio 2025-2027. Un divario che sta generando una fuga di personale da questi comparti, con ricadute pesanti sulla qualità dei servizi e sulla vita delle persone più fragili che si rivolgono alla sanità privata e degli anziani ospiti delle RSA. È una condizione divenuta insostenibile che sta danneggiando prima di tutto l’utenza più esposta”.

“Per questo motivo – concludono le segreterie di Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl – oltre ai presidi sui territori e al proseguire capillarmente nell’invio di richieste di ispezioni nei luoghi di lavoro in tutta Italia per verificare il rispetto delle regole di accreditamento e delle condizioni operative, porteremo in piazza, a Roma, il prossimo 17 aprile, la voce di 300mila lavoratrici, lavoratori e professionisti che ogni giorno svolgono un servizio pubblico essenziale”.

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