Il mondo FQ

La Germania comprerà 6.000 droni kamikaze per 2 miliardi di euro. Ma nei prossimi anni il budget raddoppierà

La Commissione Bilancio del Bundestag tedesco ha dato il via libera all'acquisto. La Brigata in Lituania, sul fianco orientale della Nato, sarà la prima unità a ricevere entro il 2027 i nuovi sistemi d'arma come deterrente contro la Russia
La Germania comprerà 6.000 droni kamikaze per 2 miliardi di euro. Ma nei prossimi anni il budget raddoppierà
Icona dei commenti Commenti

La Commissione Bilancio del Bundestag tedesco ha dato il via libera all’acquisto di droni da combattimento per le forze armate tedesche. Tuttavia, sono previste condizioni e regole severe per la spesa complessiva prevista. Il ministero della Difesa potrà acquistare, con stretti vincoli di rendicontazione, droni armati dalle start up Helsing e Stark Defence per un miliardo di euro da ciascuna. La prima commessa avrà un valore complessivo di circa 540 milioni di euro e quindi le successive dovranno essere singolarmente approvate dai controllori del bilancio. Di norma, l’importo totale del contratto si considera approvato una volta che la Commissione ha dato il suo consenso, in questo caso i commissari intendono invece esaminare attentamente anche le commesse future.

I primi ordinativi riguarderanno più di seimila droni, ma nei piani del Ministero, nei prossimi anni si dovrebbe arrivare ad un budget di oltre quattro miliardi di euro per droni armati. In questo quadro Rheinmetall si delinea già come potenziale terzo fornitore. Per nuovi contratti saranno però necessarie ulteriori negoziazioni, il cui esito dovrà essere illustrato in dettaglio nelle sedi parlamentari per una nuova autorizzazione.

Il ministro della Difesa Boris Pistorius ha definito comunque l’accordo quadro appena varato con Helsing e Stark Defence come un “passo importante”. Le forze armate tedesche stanno imparando dalle esperienze ucraine e traendo beneficio dalla cooperazione. In Baviera è stata aperta la fabbrica della Quantum Frontline Industries, una joint venture tra la tedesca Quantum Systems e l’ucraina Frontline Robotics, per la realizzazione in serie di droni tipo Lynza 3.0. In Ucraina le cosiddette “munizioni vaganti” si sono infatti dimostrate determinanti in molti attacchi. Si tratta di velivoli senza pilota che “si nascondono” sopra il bersaglio finché non ricevono l’ordine da un operatore di attaccare e sganciano una carica fino a 5 chili di esplosivo, o si schiantano contro il bersaglio deflagrando. Nel gergo militare sono chiamati per questo “droni kamikaze”. Le forze armate tedesche avevano fin qui rinunciato, per volontà politica radicata nel passato storico del Paese, al loro impiego. La Brigata in Lituania, sul fianco orientale della Nato, sarà la prima unità a ricevere entro il 2027 i nuovi sistemi d’arma come deterrente contro la Russia.

Tranne la AfD, i partiti di opposizione nel Bundestag hanno tuttavia sollevato riserve ai propositi del Ministero per la partecipazione dell’investitore statunitense di origini tedesche Peter Thiel, considerato vicino alla presidenza Trump, in Stark Defence. Nella prima biografia italiana Luca Ciarrocca lo definisce un oligarca del tecno-capitalismo globale. Ulrich Thoden, portavoce parlamentare per la politica di difesa della Linke, ha definito “estremamente problematico” il coinvolgimento del fondatore di PayPal e Palantir in Stark Defence, ma ha soprattutto anche messo in dubbio che “i test necessari siano stati effettivamente completati con successo e che i due sistemi di droni, Helsing HX 2 e Stark Virtus, siano effettivamente pronti per la produzione di massa”. La AfD, vicina al movimento MAGA di Donald Trump, per bocca di Rüdiger Lucassen ha per contro indicato di non riscontrare alcun problema nella presenza di Thiel. Differentemente dai Verdi, per il deputato Sebastian Schäfer, Thiel è un “autodichiarato anti-democratico”. Il deputato Verde vorrebbe una direttiva che regoli le partecipazioni nelle imprese di armamenti tedesche ed in un’intervista ha spiegato “non saremo indipendenti per la nostra difesa da un giorno all’altro, dipendiamo per molti aspetti dagli Sati Uniti, ma il traguardo dev’essere l’indipendenza europea e perciò occorrono delle regole”.

Pistorius (SPD) ha tuttavia assicurato al Bundestag che il governo statunitense non avrà alcuna influenza nello sviluppo dei droni per le forze armate tedesche. Thiel, ha detto il ministro, detiene una quota inferiore al 10% e non può esercitare poteri nelle operazioni aziendali e l’azienda lo ha messo per iscritto. Anche il deputato Andreas Schwarz (SPD) ha poi specificato ai microfoni della ARD che da parte socialdemocratica non ci sono riserve perché è stato stretto un accordo di sicurezza con l’impresa.

La corsa al riarmo d’altronde procede con ritmo incalzante che pone dei problemi anche ai controllori parlamentari, il fatto che la Commissione Bilancio abbia posto un tetto alla richiesta del ministero della Difesa significa però che il Bundestag non intende dare semplicemente via libera a tutti i progetti del governo. Troppo alti ancora gli interrogativi sulla precisione dei droni e sulla trasparenza dei costi. Berlino acquista sistemi sul mercato, senza appalti e lunghe prove sul campo. Anche il presidente della Commissione difesa Thomas Röwekamp (CDU) assicura che gli acquisti saranno strettamente controllati, raccolti diversi rapporti e controllate le prestazioni prima di nuove commesse. Nuovi apparecchi e procedure spingono infatti i parlamentari a prudenza, il ministero dovrà presentare in sei mesi una valutazione su funzionalità, tempistiche e sviluppo dei prezzi. Lo stesso Pistorius d’altronde ammette che per quanto “sia vero che i droni dominano l’attuale guerra che la Russia sta conducendo contro l’Ucraina, è altrettanto vero che nessuno sa se sarà ancora così tra cinque anni”.

Gentile lettore, la pubblicazione dei commenti è sospesa dalle 20 alle 9, i commenti per ogni articolo saranno chiusi dopo 72 ore, il massimo di caratteri consentito per ogni messaggio è di 1.500 e ogni utente può postare al massimo 150 commenti alla settimana. Abbiamo deciso di impostare questi limiti per migliorare la qualità del dibattito. È necessario attenersi Termini e Condizioni di utilizzo del sito (in particolare punti 3 e 5): evitare gli insulti, le accuse senza fondamento e mantenersi in tema con la discussione. I commenti saranno pubblicati dopo essere stati letti e approvati, ad eccezione di quelli pubblicati dagli utenti in white list (vedere il punto 3 della nostra policy). Infine non è consentito accedere al servizio tramite account multipli. Vi preghiamo di segnalare eventuali problemi tecnici al nostro supporto tecnico La Redazione