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Per Nvidia un altro trimestre di crescita record: utile raddoppiato. Ma i mercati restano tiepidi causa timori sul boom dell’Ai

Scarso entusiasmo sul titolo del colosso dei semiconduttori nonostante i profitti record. Spaventano, oltre al rischio bolla, le incognite sul finanziamento degli investimenti plurimiliardari delle Big tech in infrastrutture per l'intelligenza artificiale e l'impatto sulle aziende del software
Per Nvidia un altro trimestre di crescita record: utile raddoppiato. Ma i mercati restano tiepidi causa timori sul boom dell’Ai
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Conti da record per Nvidia, l’azienda a maggiore capitalizzazione al mondo. Il boom dell’intelligenza artificiale spinge il colosso dei semiconduttori che archivia il quarto trimestre dell’esercizio fiscale con un utile quasi raddoppiato e ricavi in crescita di oltre il 70%. Un balzo che però non ha galvanizzato Wall Street: il titolo è salito del 4,1% ma poi ha rapidamente ritracciato. I mercati sono scettici sui pochi risultati ancora visibili e sulla possibile bolla AI. Pochi giorni fa l’amministratore delegato di JP Morgan Jamie Dimon è arrivato a parlare di una situazione simile a quella che ha preceduto la crisi del 2008 e 2009. “La mia ansia è alta”, ha ammesso.

“La domanda sta crescendo in modo esponenziale”, ha assicurato dal canto suo l’amministratore delegato di Nvidia Jensen Huang. “Il punto di svolta è arrivato”, ha aggiunto. Nvidia beneficia dell’esplosione della domanda da parte di Amazon, Google, Microsoft e Meta, che spenderanno quest’anno quasi 700 miliardi di dollari per alimentare la loro corsa all’Ia, con un aumento delle spese in conto capitale del 60% rispetto ai livelli già storici del 2025. Forte di un quarto trimestre con ricavi in aumento del 73% a 68,1 miliardi e un utile in crescita del 94% a 43 miliardi, il gruppo dei chip ha così archiviato l’esercizio fiscale con un fatturato annuale di 215,9 miliardi e un utile di 120. E per i tre mesi in corso i dati sono sopra le attese in termini di ricavi, previsti salire a 76,44 e 79,56 miliardi, oltre i 72,78 miliardi a cui puntavano il mercato.

Ma la reazione dei mercati è stata appunto sottotono. Ad agitare gli investitori, oltre al timore della bolla, è anche la questione del finanziamento degli accordi multimiliardari che si susseguono nel settore dell’Ia. Molte big cercano di ridurre la loro dipendenza da Nvidia e di diversificare a suon di intese su più anni e dai contorni non sempre chiari o realizzabili. Ci sono poi i timori sugli effetti dell’Ia sulle aziende di software, da settimane sotto pressione a Wall Street, ma anche sulla popolazione. Il rapporto di Citrini Research ha scosso le coscienze e attirato molte critiche. Dalle grandi istituzioni alla Casa Bianca, un coro si è alzato contro lo studio che ha previsto una “spirale” in cui le aziende investiranno sempre di più sull’Ia e meno sui dipendenti in uno scenario definito da alcuni “science fiction”.

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