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La signora Gianna Pratesi ha vinto tutto (anche se un dubbio mi resta)

Aveva 26 anni, ora ne ha 105 e li porta bene, visto che ricorda tutto, è assai loquace. Conti abbozza con eleganza forse pensando a come la prenderanno in certi ambienti e chi chiederà alla Rai di prendere le distanze dalla signora
La signora Gianna Pratesi ha vinto tutto (anche se un dubbio mi resta)
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Nonostante la varietà dell’offerta, dall’omaggio giusto e misurato (forse fin troppo misurato) a Pippo Baudo agli abiti sontuosi alle Z non pronunciate di Laura Pausini, dall’ospitata generosa ed esuberante di Tiziano Ferro all’esibizione dei pettorali del Sandokan turco, la star della prima serata sanremese si chiama Gianna Pratesi. La signora è ospite d’onore come rappresentante delle donne che votarono per la prima volta nella storia del nostro paese al referendum istituzionale del 2 giugno 1946.

Aveva 26 anni, ora ne ha 105 quasi 106 e li porta bene, visto che ricorda tutto, è assai loquace e ogni mattina legge tre giornali senza ricorrere agli occhiali. Se il festival, come si dice ormai da tempo è un momento in cui si manifesta armoniosamente la coesione nazionale, uno dei pochi, il solo secondo Michele Serra, è giusto che si celebri anche lì, con un po’ di anticipo sulla ricorrenza la nascita della Repubblica. E lo si faccia in maniera non istituzionale ma originale.

Gianna Pratesi è originalissima nelle sue considerazioni. Spiega che per arrivare alla sua bella età in salute ha fatto molta attività fisica nuotando e andando in bicicletta fino al passo del Bracco che Conti non sa dove sia, (ma per la miseria ci sarà passato mille volte per andare dalla sua Firenze a Sanremo). Ma ha avuto, la signora Gianna, anche un famiglia serena che le consentiva di mangiare solo che le piaceva, con buona pace dei moralisti che “se non finisci quello che hai nel piatto te lo ritrovi per cena….” oggi di gran moda nei discorsi alla Crepet.

Rivela, sempre in tema di originalità, che ha votato per la Repubblica senza dubbi in quanto era cresciuta in una famiglia di sinistra che desiderava disfarsi fascismo, legando così apertamente la Repubblica all’antifascismo, che è cosa non comune di questi tempi. Conti abbozza con eleganza da par suo mentre la platea ride forse pensando a come la prenderanno in certi ambienti e chi chiederà alla Rai di prendere le distanze dalla signora Pratesi. Insomma il siparietto è divertente, non banale, giusto per una celebrazione politica all’interno di uno show.

Tuttavia a me resta sempre un dubbio, uno scrupolo riguardo alla presenza davanti alle telecamere delle persone comuni, soprattutto se con qualche problema, in questo caso semplicemente gli anni ben portati ma sempre tanti. La loro fragilità, qualche confusione, qualche inevitabile incertezza accolte con premura un po’ paternalistica dai conduttori sono davvero un momento di necessaria verità o rischiano sempre di scivolare verso l’esibizione, la spettacolarizzazione di una particolare condizione?

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