Propongo uno scambio all’America latina: Pausini per Bad Bunny. Quota manzo villoso con Yaman
La prima serata del Festival di Sanremo è partita ieri sera sotto il controllo quasi maniacale di Carlo Conti che, con la sua ormai nota ossessione per i tempi, ha portato avanti uno show perfettamente in orario, ma terribilmente soporifero. Il boing Sanremo è rimasto a rullare sulla pista dell’Ariston per ore senza mai decollare davvero.
Gli occhi del bel Paese erano tutti puntati su di lei, Laura Pausini, la star italiana che l’America Latina ci invidia. E visto che ce la invidiate così tanto, potremo aprire un tavolo diplomatico tra Italia e America Latina e proporre uno scambio culturale: noi vi diamo la Pausini, voi ci mandate Bad Bunny. Se non fosse stato per gli abiti luccicanti e i gioielli da 50 carati, non avremmo nemmeno percepito la sua presenza sul palco dell’Ariston. Carlo Conti conduce e lei si fa spostare sul palco come l’asta del microfono, lui la percula per la pronuncia vagamente romagnola e lei risponde con agghiaccianti battutine sulla farfalla di Belen.
Per completare il quadro, manca la quota manzo dal petto villoso e oliato e così arriva in tutta la sua testosteronica bellezza il Sandokan 2.0 Can Yaman. Al contrario di quella della Pausini, la sua presenza sul palco di Sanremo ha uno scopo ben preciso: svelare finalmente all’Italia intera che il suo nome non si pronuncia Can, ma Giàn. Il giochetto cringe del paragone tra lui e Carlo Conti è la cosa più brillante di tutta la serata, insieme all’imbarazzante teatrino con la Pausini che cerca di imparare il turco.
Per dare un po’ di brio, Carlo Conti decide di puntare tutto sul Jolly della serata: la signora Gianna Pratesi, quasi 106 anni, la quale fu tra le prime donne a votare in Italia nel 1946. Conti, che per l’appunto s’è fatto due conti, domanda sornione:
– Signora, le posso chiedere chi ha votato lei tra Monarchia e Repubblica?
– Noi in famiglia eravamo tutti sinistra. E ai fascisti abbiamo detto ciao!
E pure la quota politica l’abbiamo portata a casa. Senza troppo rumore e senza preavviso alcuno. E bravo Carletto!
Trenta big, serata come al solito interminabile, canzoni che generalmente non lasciano il segno, a parte qualche futuro tormentone e qualche star dei passaggi radiofonici. Fedez torna con Masini, perché squadra che vince non si cambia. Sempre più pallido e sempre più cane bastonato style. Il pezzo funzione e Masini ha ancora una gran voce. Secondo me sarà podio. Così come Serena Brancale, che abbiamo imparato a conoscere nei panni dell’animatrice delle feste in Puglia e dintorni, ma che quest’anno ha deciso di dimostrare all’Italia intera che Amoroso, Emma, Annalisa, Elodie se le mangia tutte a colazione. Porta una canzone un po’ “paracula”, ma bella e potente. Podio anche per lei.
Poi c’è Tommaso Paradiso, l’uomo più egocentrico tra gli egocentrici, il quale lotta per il primato solamente con Giuliano Sangiorgi. Porta un pezzo bello e orecchiabile, in perfetto stile “The Giornalisti, che poi sarei io, perché io scrivo tutte le canzoni dei The Giornalisti, perché io sono The Giornalisti”. Nonostante la sala stampa lo abbia snobbato, secondo me potrebbe essere podio anche per lui.
La vera sfida sarà arrivare a sabato, senza desiderare di vedere un film su Netflix ogni quarto d’ora.