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Maxi evasione, fatture false e denaro verso la Cina: la procura di Prato sequestra beni a tre imprenditori

Gli inquirenti - coordinati dal procuratore Tescaroli - contestano 27 milioni di euro di fatture e 6 milioni di euro di Iva evasa
Maxi evasione, fatture false e denaro verso la Cina: la procura di Prato sequestra beni a tre imprenditori
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Evasione per milioni di euro, fatture false, imprese apri e chiudi, e un flusso di denaro che si riversava in Cina, attraverso il circuito clandestino dell'”underground banking”, il sistema occulto di banche sempre più diffuso nella comunità cinese. È ancora una volta la Procura di Prato ad aver smantellato una rete di attività illegali, che drenavano risorse dallo Stato. Gli inquirenti, coordinati dal procuratore Luca Tescaroli, hanno ottenuto un sequestro nei confronti di tre imprenditori, a cui sono contestate 27 milioni di euro di fatture e 6 milioni di euro di Iva evasa.

La Guardia di Finanza ha eseguito perquisizioni a Prato, Pistoia e Milano. Sequestrati due immobili, quattro macchine e quote societarie di varie aziende.

L’operazione è l’ultima di una lunga serie di attività di contrasto alla criminalità organizzata cinese, protagonista negli ultimi due anni di una recrudescenza di violenze e regolamenti di conti. Un escalation di incendi, agguati e omicidi, dietro a cui si cela la guerra tra il gruppo storico che da Prato gestiva imprese logistiche in tutta Europa, e un clan scissionista. Da tempo l’attenzione delle autorità si è concentrata sui sistemi finanziario clandestini, che consentono di riciclare ingenti somme provento di attività illecite o di evasione fiscale.

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