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Mandelson rilasciato su cauzione dopo l’arresto: era stato fermato per il coinvolgimento nel caso Epstein con messaggi di insider trading

L’ex ambasciatore britannico a Washington, fermato nell’ambito dell’inchiesta sui rapporti con il finanziere statunitense, torna in libertà provvisoria mentre la polizia prosegue gli accertamenti
Mandelson rilasciato su cauzione dopo l’arresto: era stato fermato per il coinvolgimento nel caso Epstein con messaggi di insider trading
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È stato rilasciato su cauzione l’ex ministro ed ex ambasciatore britannico a Washington Peter Mandelson, arrestato ieri con “il sospetto di cattiva condotta in un incarico pubblico” in relazione ai suoi legami con il finanziere pedofilo Jeffrey Epstein che l’ex ministro in passato aveva definito “my best pal”.

La notizia arriva da Londra, dove nella notte un portavoce della Scotland Yard ha riferito che “un uomo di 72 anni è stato rimesso in libertà sotto cauzione mentre proseguono le indagini”. In una nota, la polizia ha precisato di non poter fornire ulteriori dettagli “per non pregiudicare l’integrità” del procedimento nei confronti di Mandelson, che respinge ogni accusa.

Mandelson era stato ambasciatore nella capitale statunitense fino a settembre, quando il primo ministro Keir Starmer lo aveva rimosso dall’incarico in seguito alla pubblicazione di email che dimostravano il mantenimento di un rapporto di amicizia con Epstein anche dopo la condanna del faccendiere nel 2008 per reati sessuali che coinvolgevano una minorenne. Gli investigatori stanno esaminando documenti secondo cui l’ex ambasciatore avrebbe passato informazioni sensibili al faccendiere americano circa quindici anni fa.

Tra i materiali citati, infatti, vi sarebbe un rapporto interno del governo britannico, risalente al 2009, che discuteva le modalità con cui il Regno Unito avrebbe potuto reperire risorse dopo la crisi finanziaria globale del 2008, anche attraverso la vendita di asset pubblici. Altri messaggi suggerirebbero inoltre che Mandelson avrebbe detto al miliardario che avrebbe fatto pressioni su altri membri dell’esecutivo per ridurre una tassa sui bonus dei banchieri. Uno scenario di insider trading, dunque.

Figura centrale del Partito laburista, Mandelson è considerato un politico molto abile ma altrettanto controverso, al punto da essersi guadagnato il soprannome di “Prince of Darkness”. Nipote dell’ex ministro laburista Herbert Morrison, fu tra gli architetti del ritorno al potere del Labour nel 1997 con il “New Labour” centrista e modernizzatore guidato da Tony Blair. Ha poi ricoperto incarichi di primo piano nei governi Blair tra il 1997 e il 2001 e successivamente sotto Gordon Brown dal 2008 al 2010. In mezzo, è stato commissario europeo per il Commercio. Brown, secondo quanto riportato, sarebbe stato particolarmente irritato dalle rivelazioni e starebbe collaborando con la polizia nelle indagini.

All’inizio del mese, Mandelson si è dimesso dalla Camera dei Lord, di cui era membro a vita dal 2008, pur mantenendo il titolo di Lord Mandelson. Le indagini della polizia metropolitana, che hanno incluso perquisizioni nelle sue due abitazioni a Londra e nell’ovest dell’Inghilterra, proseguono. L’arresto di Mandelson arriva pochi giorni dopo quello di Andrew Mountbatten-Windsor, fermato in un procedimento separato con il sospetto di un reato simile legato alla sua amicizia con Epstein. L’ex principe è stato rilasciato dopo 11 ore di custodia, mentre le indagini proseguono.

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