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Perché trovo questo governo anti-italiano e, sulla scia di Trump, nemico della pace

Per un buffo e crudele paradosso, il governo delle destre ha tramutato il nostro Paese in zerbino totale del peggiore presidente statunitense mai esistito
Perché trovo questo governo anti-italiano e, sulla scia di Trump, nemico della pace
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Ancora una vergogna per tutti noi, nipoti di Mazzini e Garibaldi, Gramsci e Gobetti, Tina Anselmi e Lidia Menapace. Il governo italiano è stato l’unico tra quelli fondatori dell’Unione Europea a presenziare, sia pure con status ibrido e rappresentante amorfo (fino a un certo punto Tajani), all’insediamento della struttura che, secondo Trump, dovrebbe sostituire le Nazioni Unite e amministrare Gaza, sulla quale egli si riserva ovviamente poteri assoluti e che non ha al suo interno neanche l’ombra di un rappresentante palestinese, alla faccia del principio di autodeterminazione dei popoli.

Per un buffo e crudele paradosso, il governo delle destre, giunto al potere con grande sfoggio di patriottismo, tricolori al vento e inni nazionali, ha definitivamente tramutato il nostro Paese in zerbino totale del peggiore presidente statunitense mai esistito. Il servilismo nei confronti di Trump ha spinto il governo Meloni a santificare Netanyahu, contribuendo fattivamente al perpetuarsi del genocidio del popolo palestinese, alimentare il macello ucraino e, anche qui unico in Europa, giustificare il criminale e piratesco rapimento del legittimo presidente in carica del Venezuela, Nicolas Maduro e della sua consorte, la prima combattente Cilia Flores.

In aperto spregio dei fondamentali articoli 10 e 11 della Costituzione il governo Meloni non ha dato alcun contributo alla soluzione delle controversie internazionali, collaborando invece alla loro esasperazione e scegliendo dissennatamente la via del riarmo ad oltranza, mentre l’orologio dell’Apocalisse è ormai a soli 89 secondi dalla guerra nucleare e si sta per scatenare un nuovo devastante conflitto con l’Iran.

Il completo appiattimento senza riserve su Trump fa il paio col tentativo di rilanciare il funesto asse Roma-Berlino, e magari anche Tokyo, dato l’avvento del guerrafondaio governo di Sanae Takaichi. Merz e Meloni hanno in effetti in comune varie cose, oltre alla predisposizione a inginocchiarsi di fronte a Trump, per la verità più pronunciata in Giorgia. La nostra classe “dirigente” è composta da palazzinari, imprenditori improbabili sempre pronti a profittare dell’erario inventandosi grandi eventi e grandi opere tutti inevitabilmente destinati a peggiorare la qualità della nostra vita.

L’omogeneità di sentimenti ed intenti con Trump è totale ed assoluta. In comune col dittatorello dai capelli arancione i nostri governanti hanno anche il negazionismo climatico e l’odio per il diritto, sia interno che internazionale, vissuto esclusivamente come intralcio ai propri disegni individuali e collettivi.

Ciò spiega perché è Meloni & C. si siamo imbarcati nella fallimentare impresa del referendum costituzionale sulla separazione delle carriere, mentre Trump vorrebbe abolire definitivamente i giudici che pretendono l’applicazione delle norme alle sue trovate pubblicitarie dei dazi a manetta e della deportazione dei migranti separando le famiglie e distruggendo ogni residuo sentimento di umanità, concetto che mal si concilia col capitalismo decaduto dei nostri tempi difficili. Del resto l’attrattiva del perverso modello statunitense si vede anche su altri piani: da ultimo il tentativo in atto di pervertire le stesse Forze dell’Ordine, come dimostrato tra l’altro dal torbido episodio di Rogoredo o quello di trasformare un Paese tutto sommato tranquillo come il nostro in una miscela tra Far West e totalitarismo ideologico alla amatriciana.

Il tema dei migranti risulta in effetti cruciale, dato che il populismo di bassissima lega di Trump, Meloni, punta a renderli bersaglio della collera popolare che nasce dalle numerose frustrazioni sociali che dobbiamo subire ogni giorno, indirizzandola verso un falso obiettivo e permettendo a lorsignori di fare indisturbati gli interessi dei super ricchi da cui dipendono.

Peraltro bisogna anche tener conto del fatto che, nelle società occidentali, i migranti rappresentano una parte crescente della forza-lavoro sempre più sfruttata ed umiliata. L’organizzazione dell’unità di classe oltre ogni differenza di natura etnica, religiosa o culturale, per opporsi in modo compatto e vincente alla diminuzione del potere di acquisto dei salari, alla crescita di precarietà ed omicidi sul lavoro e al peggioramento della qualità dei servizi pubblici, a partire da istruzione e sanità, come dimostrato fra l’altro dalla straziante vicenda del piccolo Domenico.

La vocazione razzista e autoritaria, che si esercita in modo particolarmente efferato contro chiunque protesti contro il genocidio palestinese, costituisce un altro indubbio carattere comune tra Italia, Stati Uniti ed altri Stati occidentali. Oltre che paradossalmente anti-italiano il governo Meloni è quindi anche e soprattutto anti-umano e tra le due cose non vi è ovviamente alcuna contraddizione, checché ne dicano e facciano i sedicenti populisti e sovranisti di casa nostra ed altrui.

Per contrastare le tendenze distruttive del capitalismo, così ben esemplificate da Trump e dalla sua vassalla Meloni, occorre sviluppare azioni di confronto e lotta comune con la nuova sinistra statunitense così ben descritta dal recente numero di Millennium, per dare vita a un partenariato transatlantico di tipo nuovo, nella prospettiva del multipolarismo pacifico e cooperativo e della rivoluzione socialista mondiale, unica alternativa alla catastrofe bellica, sociale e ambientale che lorsignori stanno preparando, nell’esclusivo interesse proprio e delle ristrette e corrotte élites mondiali che rappresentano.

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