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Vietare la macellazione dei cavalli? Il relatore (leghista) affossa così la legge: “È razzista, e allora le zanzare?”

La singolare argomentazione del deputato del Carroccio, Francesco Bruzzone, nominato relatore della proposta di legge
Vietare la macellazione dei cavalli? Il relatore (leghista) affossa così la legge: “È razzista, e allora le zanzare?”
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Siamo pronti a rinunciare al pesto di cavallo di Parma, alla pastissada de caval veronese, alle brasciole pugliesi o alla polpetta al sugo che si cucina in Sicilia? C’è chi alzerà le spalle, perché la carne di cavallo non la consuma; e invece chi si arrabbierà, perché abituato a mangiare puledri e stalloni. Sia come sia, dopo anni di discussione in Parlamento sono arrivate tre proposte (Noi Moderati, Avs e M5s) che puntano a vietare la macellazione e il consumo di carne di cavallo, elevandolo ad “animale d’affezione”.

Che i provvedimenti avessero vita breve era già ampiamente pronosticabile, dal momento che i partiti di maggioranza – salvo Michela Vittoria Brambilla, che del centrodestra fa parte – non sono minimamente interessati alla questione (sotto molteplici punti di vista). Ma da qualche giorno a questa parte c’è una novità: le tre proposte di legge, accorpate in commissione Agricoltura, sono state affidate a Francesco Bruzzone, leghista, cacciatore, primo firmatario della riforma che nel 2024 avrebbe dovuto liberalizzare l’attività venatoria (il cui iter venne bloccato, per ragioni elettorali, da Fratelli d’Italia). Bruzzone, dunque, sarà il relatore del testo “Norme per la tutela degli equini e loro riconoscimento come animali di affezione” e, naturalmente, ha già espresso la propria disapprovazione.

Intervistato da Sammy Varin per Radio Libertà, Bruzzone ha detto che “qui si va in una direzione animalista molto spinta, il cavallo verrebbe paragonato al cane, e siccome non si può mangiare il cane, non si potrà mangiare nemmeno il cavallo. Questo è il quadro. Ma io non potrò mai consentire le esasperazioni di un animalismo sfrenato e irragionevole”. Poi l’analisi di Bruzzone: “Ogni animale può essere di affezione. Posso avere il cavallo, il maialino, il cagnolino. E siccome è mio, così lo tratto. Ma non posso estendere il principio a tutti gli animali, perché ci sono gli animali da carne, da reddito, c’è la fauna selvatica”. A cui segue il sillogismo aristotelico: “Ma perché questo razzismo nei confronti degli altri animali? Il cavallo è animale d’affezione e l’asino no? E la vacca, e il mulo? E la capra e la pecora?”. Ma Bruzzone va oltre: “Dobbiamo garantire il benessere animale, è giusto. Ma senza andare verso esasperazioni di questo tipo. Altrimenti non si possono più uccidere nemmeno le zanzare d’estate, d’altronde sono esseri senzienti anche loro”.

Preoccupata la Lav: “Con la nomina di Bruzzone temiamo che l’iter parlamentare possa essere affossato ancora prima della discussione” ha detto Nadia Zurlo, responsabile area equidi. “Bruzzone, noto pasdaran dell’attività venatoria e primo firmatario di atti per la ripresa delle uccisioni dei lupi – si è subito affannato ad esprimere la sua contrarietà alla proposta”. Seppur dal punto di vista opposto, è in parte critica anche la Lav: “La classificazione degli equini come animali di affezione, pur utile a escluderne la destinazione alimentare, non supera l’impostazione specista che attribuisce tutela differenziata agli animali in base alla loro utilità o relazione con l’essere umano. La protezione giuridica deve fondarsi sul valore intrinseco degli equidi come individui senzienti, non sulla funzione che svolgono nella società”.

Il consumo di carne di cavallo in Italia si è ridotto notevolmente negli ultimi anni: secondo l’Istat le macellazioni sono passate da oltre 70mila nel 2012 a circa 22mila nel 2024. Ma il trend è in progressivo calo: nel 2025 sono stati macellati 8mila cavalli provenienti dall’estero e poco più di 12mila da allevamenti italiani. Solo il 17% dei consumatori di carne afferma di mangiare cavallo almeno una volta al mese. Il 42% di chi non ne consuma spiega la propria scelta con un sentimento di empatia nei confronti di questi animali e il 31% li considera già “da compagnia”.

Mail: a.marzocchi@ilfattoquotidiano.it
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