Bruxelles chiede chiarezza a Trump sui dazi: “La Commissione si aspetta che gli Usa rispettino gli impegni”
“La Commissione europea chiede piena chiarezza sulle misure che gli Stati Uniti intendono adottare a seguito della recente sentenza della Corte suprema Usa“. Sui dazi. Bruxelles ha affidato a una nota il messaggio pubblico a Washington cui chiede di rispettare gli accordi. “La situazione attuale non favorisce la realizzazione di scambi commerciali e investimenti transatlantici ‘equi, equilibrati e reciprocamente vantaggiosi’, come concordato da entrambe le parti e precisato nella dichiarazione congiunta Ue-Usa dell’agosto 2025“, scrive l’esecutivo comunitario, sottolineando che “la Commissione garantirà sempre la piena tutela degli interessi dell’Unione europea” e che “le imprese e gli esportatori dell’Ue devono poter contare su un trattamento equo, sulla prevedibilità e sulla certezza del diritto“.
In altre parole, “un accordo è un accordo. In qualità di principale partner commerciale degli Stati Uniti, l’Ue si aspetta che gli Stati Uniti onorino gli impegni assunti nella dichiarazione congiunta, così come l’Ue mantiene fede ai propri impegni”, si legge ancora nella nota. Bruxelles fa quindi sapere di essere “in stretto e continuo contatto con l’amministrazione statunitense”. Da ultimo sabato 21 febbraio il commissario europeo al Commercio Maros Efcovic ha parlato con il rappresentante commerciale degli Stati Uniti, Jamieson Greer e con il segretario al Commercio, Howard Lutnick. “Continueremo a lavorare per ridurre i dazi doganali, come previsto nella dichiarazione congiunta”, prosegue la Commissione Ue. “La priorità dell’Ue è preservare un ambiente commerciale transatlantico stabile e prevedibile, fungendo al contempo da punto di riferimento globale per il commercio basato su regole”. E così “L’Ue continua ad ampliare la propria rete di accordi commerciali globali e ambiziosi ‘a dazio zero’ in tutto il mondo e a impegnarsi per rafforzare il sistema commerciale aperto e basato su regole”, conclude la nota.
Intanto l’eurodeputato tedesco Bernd Lange, presidente della commissione per il commercio internazionale dell’Europarlamento e relatore per l’accordo commerciale Usa-Ue, ha annunciato che, alla luce delle ultime novità da parte Usa sui dazi, lunedì proporrà formalmente all’emiciclo di “sospendere il lavoro legislativo fino a quando non avremo una valutazione giuridica adeguata e impegni chiari da parte degli Stati Uniti”. Il Parlamento europeo avrebbe dovuto successivamente ratificare il cosiddetto Turnberry Agreement, raggiunto a luglio.
“Puro caos tariffario da parte dell’amministrazione statunitense. Nessuno riesce più a trovarci un senso: solo domande aperte e crescente incertezza per l’Ue e gli altri partner commerciali degli Stati Uniti. I termini del Turnberry Agreement e la base giuridica su cui è stato costruito sono cambiati. Le nuove tariffe basate sulla Sezione 122 non costituiscono una violazione dell’accordo?”, ha scritto Lange su X. La Sezione 122 del Trade Act (che è quella usata da Trump per imporre il nuovo dazio universale del 10% dopo che la Corte suprema ha stabilito venerdì che i cosiddetti dazi reciproci di Trump sono stati imposti illegalmente) prevede che il presidente Usa possa imporre tariffe per un massimo di 150 giorni prima di chiedere l’ok del Congresso. “A prescindere da ciò, nessuno sa se gli Stati Uniti lo rispetteranno o se saranno in grado di farlo.”. Da qui la richiesta di sospensione.