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“Uso inappropriato delle risorse”. La Cia ritira 20 rapporti di intelligence per liberarsi dalle influenze progressiste

I rapporti riguardavano temi come il nazionalismo bianco e la pianificazione familiare. La mossa è l'ultima in ordine cronologico decisa dal direttore John Ratcliffe e dai suoi collaboratori per liberare l'agenzia dall’influenza della cultura progressista.
“Uso inappropriato delle risorse”. La Cia ritira 20 rapporti di intelligence per liberarsi dalle influenze progressiste
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Ancora “pulizie” alla Cia nella seconda era Trump. Secondo il Washington Post l’agenzia di intelligence ha ritirato 20 rapporti pubblicati nell’ultimo decennio dopo che una revisione ha stabilito che rappresentavano un uso inappropriato della risorse della Cia. I rapporti riguardavano temi come il nazionalismo bianco e la pianificazione familiare. La mossa è l’ultima in ordine cronologico decisa dal direttore John Ratcliffe e dai suoi collaboratori per liberare l’agenzia dall’influenza della cultura progressista.

I primi passi, su indicazione del presidente degli Stati Uniti, erano stati l’eliminazione dei programmi di diversità, equità e inclusione dell’agenzia e il licenziamento dei rispettivi titolari. In totale, la Cia ha ritirato 17 rapporti di intelligence dell’epoca Biden e ne ha richiamati altri due per revisioni sostanziali.

I rapporti ritirati saranno cancellati dai database dell’agenzia e non saranno più disponibili per i responsabili politici, spiega ancora il Washington Post. Un alto funzionario della Cia ha detto ai giornalisti che i rapporti trattavano “argomenti inappropriati su cui concentrarsi e che, in alcuni casi, si basavano su fonti di informazione di parte“. In particolare il funzionario ha detto che “non c’è assolutamente spazio per alcun tipo di pregiudizio nel lavoro della CIA. Quindi, quando scopriamo che le nostre tecniche operative non hanno raggiunto quell’elevato standard di imparzialità, dobbiamo correggere i dati”.

Sono circa 300 i rapporti esaminati dal Comitato consultivo dell’intelligence del presidente, che è stato creato per fornire a Trump una consulenza sull’efficacia e la legalità dei programmi di spionaggio statunitensi. Il comitato è presieduto dall’ex membro del Congresso Devin Nunes, storico alleato di Trump. Secondo un ex funzionario della Casa Bianca la percentuale di rapporti segnalati è più che tollerabile e indica l’assenza di pregiudizi. Che è l’esatto contrario di quello che sostengono i colleghi dell’amministrazione Trump. Il funzionario si è però detto preoccupato per il fatto che “l’esito della revisione possa indurre i professionisti dell’intelligence a temere di non dover riferire su argomenti che non piacciono alla Casa Bianca”.

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