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Ultimo aggiornamento: 16:35

Board of Peace, Travaglio a La7: “Tajani osservatore pagante? Come iscriversi a un club di scambisti e tenere i pantaloni abbottonati”

L'affondo del direttore del Fatto
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Il Board of peace è una indecenza affaristica e coloniale, presieduta da Trump a vita, in quanto privato cittadino, con i suoi affari e la sua famiglia. Avrei voluto che ci fosse stata un’alternativa, cioè una proposta dai paesi europei che da mesi per farsi belli e per non fare niente promettono di riconoscere lo Stato palestinese. Ma dov’è la proposta?”. Così a L’aria che tira (La7) il direttore del Fatto Quotidiano, Marco Travaglio, si pronuncia sul Board of peace di Trump, la discussa “organizzazione internazionale” guidata direttamente dal presidente degli Usa, che ne è il ‘chairman’ con ampi poteri decisionali, al fine di ricostruire la Striscia di Gaza.
Travaglio osserva: “Io non vedo l’ora di vedere un’alternativa al Board of peace, però non la vedo perché non c’è. Quindi, se si vuole ricostruire Gaza, o si passa di lì o la si lascia come cumulo di macerie, perché poi ci vogliono miliardi per ricostruirla. E i miliardi – continua – li hanno quegli Stati canaglia della penisola arabica che, con la Turchia e l’Egitto, sono gli unici in grado di tener fermo Hamas. Gli unici, invece, che, come spero, sono in grado di tener fermo Netanyahu sono gli Usa. E mi auguro che lo tengano più fermo ancora”.

Il direttore del Fatto poi si esprime sul ruolo di “osservatore” dell’Italia, incarnato da Antonio Tajani, vicepremier, ministro degli Esteri e leader di Forza Italia. Riferendosi all’art. 11 della Costituzione, il giornalista osserva che partecipare anche solo come osservatori comporta una limitazione di sovranità non paritaria (Italia sottomessa a Trump, senza reali poteri decisionali), violando, appunto, la Carta costituzionale: “I giuristi escludono che alcuni paesi possano partecipare come osservatori, cioè come guardoni voyeur che sbirciano dal buco della serratura: o sei dentro o sei fuori. La nostra Costituzione dice che possiamo entrare in un’organizzazione soltanto in condizioni di parità. Non c’è nessuna parità in questa sorta di organismo monarchico o in una specie di consiglio di amministrazione di Gaza, come l’ha chiamato Ugo Tramballi sul Sole 24 Ore“.
E aggiunge: “Tra l’altro, l’Italia entra come “osservatore” pagante, cioè metterà dei soldi, ovviamente nostri. Ma come si fa a essere osservatori paganti? È come iscriversi a un club di scambisti con una quota e poi tenere i pantaloni abbottonati. L’Italia non può partecipare. Ci rendiamo ridicoli a fare gli osservatori dal buco della serratura“.

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