Il mondo FQ

Morte del piccolo Domenico, si aggrava la posizione degli indagati: sequestrati anche i cellulari

I medici dovranno ora rispondere di omicidio colposo al posto delle lesioni colpose gravi finora ipotizzate
Morte del piccolo Domenico, si aggrava la posizione degli indagati: sequestrati anche i cellulari
Icona dei commenti Commenti

Si aggrava la posizione dei sei sanitari indagati (a cui a breve se ne dovrebbero aggiungere anche altri) coinvolti nella tragica morte del piccolo Domenico, bambino affetto da cardiomiopatia dilatativa che due mesi fa è stato sottoposto a Napoli al trapianto di un cuore danneggiato. In vista dell’autopsia che sarà disposta a breve dalla Procura di Napoli, gli indagati dovranno ora rispondere di omicidio colposo al posto delle lesioni colpose gravi finora ipotizzate. Oggi i carabinieri del Nas hanno sequestrato i loro cellulari, notificando gli avvisi di garanzia contenenti ancora la vecchia ipotesi di reato che sarà aggiornata con la comunicazione dell’esame autoptico.

Gli inquirenti della VI sezione hanno anche disposto il sequestro della salma del bimbo, vittima di un trapianto fallito lo scorso 23 dicembre e rimasto in coma fino alle prime ore di stamattina. E al termine dell’esame autoptico il muscolo cardiaco sarà posto sotto sequestro in vista degli accertamenti medici che verranno disposti dagli investigatori. I carabinieri del Nas di Napoli (coordinati dal comandante Alessandro Cisternino) sono tornati questa mattina all’ospedale Monaldi, dove si è recato anche il procuratore Ricci.

Uno dei sei indagati si difende tramite i suoi avvocati. “Ha fatto tutto ciò che era professionalmente doveroso e tutto quanto era umanamente possibile, per salvare la vita del piccolo Domenico, peraltro lottando contro il tempo e contro i minuti”: hanno dichiarato Alfredo Sorge e Vittorio Manes, legali del cardiochirurgo Guido Oppido, il medico che il 23 dicembre eseguì il trapianto su Domenico. Da giorni prosegue l’esame del materiale raccolto e si ascoltano persone informate sui fatti. Gli accertamenti mirano a fare luce sulla catena di eventi che avrebbe portato al danneggiamento dell’organo, prelevato a Bolzano da un’équipe giunta da Napoli e “bruciato” dalla bassissime temperature a cui è stato esposto per tutto il viaggio di ritorno.

Si lavora anche sulle date di acquisto e sulla disponibilità dei box di ultima generazione per il trasporto degli organi. Secondo quanto emerso dall’audit interno del Monaldi, nell’ospedale ce n’erano tre, rimasti inutilizzati, ai quali è stato preferito, quel giorno, uno anacronistico ormai fuori dalle linee guida, ma che sarebbe stato comunque efficace se fosse stato adoperato il giusto refrigerante. Pare che la scelta sia stata causata dal fatto che il personale della équipe non fosse ancora formato all’uso dei box hi-tech.

Gli inquirenti napoletani attendono poi gli atti acquisiti a Bolzano dal Nas di Trento, contenenti anche le testimonianze raccolte nell’intento di comprendere chi abbia reperito il ghiaccio secco (erroneamente usato al posto di quello tradizionale) sistemato nel frigo dell’équipe napoletana. Il cuore, com’è ormai noto, nonostante fosse compromesso dal gelo è stato comunque impiantato nel bimbo e non è mai ripartito. Se ci si fosse accorti dell’inservibilità del cuore nuovo prima di espiantare quello di Domenico, il bimbo sarebbe rimasto vivo, con un organo malato ma comunque funzionante. L’avvocato della famiglia del bimbo, Francesco Petruzzi, indica infine un altro punto: “Potrebbero esserci stati all’organo danni già in fase di espianto, è una ipotesi che mi è stata paventata in procura. Lì c’era anche un’altra équipe che era venuta per prelevare altri organi, potrebbe esserci stata una sovrapposizione”.

Gentile lettore, la pubblicazione dei commenti è sospesa dalle 20 alle 9, i commenti per ogni articolo saranno chiusi dopo 72 ore, il massimo di caratteri consentito per ogni messaggio è di 1.500 e ogni utente può postare al massimo 150 commenti alla settimana. Abbiamo deciso di impostare questi limiti per migliorare la qualità del dibattito. È necessario attenersi Termini e Condizioni di utilizzo del sito (in particolare punti 3 e 5): evitare gli insulti, le accuse senza fondamento e mantenersi in tema con la discussione. I commenti saranno pubblicati dopo essere stati letti e approvati, ad eccezione di quelli pubblicati dagli utenti in white list (vedere il punto 3 della nostra policy). Infine non è consentito accedere al servizio tramite account multipli. Vi preghiamo di segnalare eventuali problemi tecnici al nostro supporto tecnico La Redazione