Rimborso delle quote Ets, Pichetto ‘confessa’: “Messaggio all’Ue”. L’esperto: “Non si archivia la decarbonizzazione perché l’Italia è in ritardo”
Giovedì, intervistato dal Sole 24 Ore, il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica Gilberto Pichetto Fratin lo ha ammesso senza imbarazzi: la decisione di confermare, nel testo del decreto Bollette approvato ieri dal consiglio dei ministri, il rimborso dal 2027 delle quote di emissione previste dal sistema europeo Ets, risponde all’esigenza di mandare “un messaggio chiaro come Paese”. Un messaggio alla commissione Ue, che nei prossimi mesi rivedrà il meccanismo inviso alle industrie inquinanti che è il cuore della strategia europea di decarbonizzazione e “persegue finalità estremamente condivisibili“, concede Pichetto, ma “danneggia in particolare il nostro Paese per via del mix energetico che ci contraddistingue. Mentre impatta meno su Francia e Spagna che hanno operato scelte diverse dalle nostre” puntando su nucleare e rinnovabili. “Se è un’ammissione di errore che vale per questo governo e per i precedenti, che non hanno voluto abbandonare il gas, ben venga”, commenta Michele Governatori, docente di economia applicata ed esperto senior energia del think tank sulla transizione energetica ECCO. “Ma non si può archiviare l’obiettivo della decarbonizzazione perché l’Italia è in ritardo”.
Il giudizio di Governatori sul decreto è negativo perché eliminare i costi della Co2, come il governo punta a fare per ridurre le bollette, ammesso che la Ue approvi la misura, “è un errore grave su un aspetto strategico“. “Da addetto ai lavori e da cittadino”, continua, “mi preoccupa molto il fatto che il governo usi la propria forza, che deriva da una oggettiva stabilità, non per rafforzare la politica industriale e green dell’Unione ma per smontarla. Dire che l’Ets ci “danneggia” non ha senso: è una perdita netta solo per chi non investe nella riconversione e prosegue nel business as usual, ma chi accelera sulla decarbonizzazione e l’efficienza è avvantaggiato. La strategia europea prevede che stiamo sulla frontiera tecnologica, e oggi il mondo sta andando verso l’elettrificazione. Quel che ci danneggia semmai è proteggere chi è in ritardo”.
Bene invece la spinta ai contratti di lungo termine con cui imprese e gruppi di imprese possono comprare elettricità da fonti rinnovabili con il coinvolgimento dell’Acquirente unico, società del Gse che compra elettricità e gas alle condizioni più favorevoli sul mercato per poi cederla ai clienti del servizio di maggior tutela, incaricato di svolgere “servizi di aggregazione della domanda”. Anche se, sottolinea l’esperto, “non capisco perché lasciare fuori i clienti residenziali, visto che Acquirente unico esiste proprio per trasferire i vantaggi del mercato ai clienti meno esperti. Si potrebbe chiedere ai fornitori di offrire questa opzione con forme contrattuali magari predisposte dal Gse”. “Ragionevole” anche la possibilità di rinuncia – volontaria – a una parte delle vecchie tariffe incentivanti previste dai Conti energia a fronte di un allungamento delle convenzioni.
L’aumento dell’Irap per le imprese energetiche spuntato a sorpresa nell’ultima versione del provvedimento per raccogliere 1 miliardo da destinare alla riduzione della componente della spesa per oneri generali relativi al sostegno delle energie rinnovabili e alla cogenerazione ha subito fatto crollare in Borsa Enel e A2a. Un modo veloce per fare cassa, ma “non è selettivo“, il commento di Governatori. “Colpisce sia le imprese i cui investimenti sono ammortizzati e che godono di rendite, come quelle dell’idroelettrico, sia chi ha investito di recente e senza sussidi”.
L’intervento per chiudere lo spread di prezzo (circa 2 euro) tra il mercato europeo Ttf e il Punto di scambio virtuale italiano era da tempo invocato, ma il meccanismo individuato dal governo – un servizio di liquidità regolato dall’Arera e pagato con i proventi del gas stoccato durante la crisi energetica – non convince: “L’idea è quella di pagare una remunerazione fissa ai trader in cambio della vendita all’ingrosso di gas su una piattaforma gestita da Snam a prezzi legati a quelli registrati sul Ttf. Mi sembra una finta soluzione, non capisco il beneficio netto”.
Sorprende poi che l’Arera sia incaricata, come prevede l’articolo 6, di adottare “uno o più provvedimenti per la valutazione delle condotte di trattenimento economico di capacità degli operatori di mercato all’ingrosso“. La parafrasi del “trattenimento di capacità” descrive il comportamento delle aziende che producono meno energia di quella che potrebbero per spingere al rialzo i prezzi, facendo cartello. Lo scorso anno una “Indagine conoscitiva sul mercato elettrico del giorno prima” della stessa Arera ha fatto emergere “probabili condotte di trattenimento” che avrebbero gonfiato le bollette di diversi miliardi nel biennio 2023-24 in potenziale violazione del Regolamento europeo sulla integrità e trasparenza del mercato energetico (Remit). “Si tratta quindi di valutazioni che l’autorità già faceva”, commenta Governatori. “Il mercato non diventa competitivo per decreto: gli strumenti antitrust già esistono ma richiedono istituzioni forti. Dire per decreto che le offerte devono essere competitive mi pare un po’ ingenuo”.