L’Italia vince il bronzo nella staffetta dello short track: “Un po’ di rammarico, ma siamo orgogliosi di questa squadra”
Un bronzo che vale tanto, molto di più di quello che può sembrare in apparenza. L’Italia maschile dello short track ha chiuso al terzo posto la finale della staffetta. Una medaglia sudata e vinta grazie a un super penultima frazione di Thomas Nadalini, abile a risalire dal quarto al secondo posto. Ma i meriti vanno distribuiti a tutta la squadra. Un ottimo Pietro Sighel, che nell’ultimo giro ha subito il sorpasso della Corea del Sud, ma ha difeso il bronzo riscattando le delusioni delle gare individuali, in cui sfortuna e decisioni discutibili dei giudici gli hanno impedito di giocarsi le medaglie.
Bene hanno fatto anche Luca Spechenhauser, perfetto dall’inizio alla fine, così come Andrea Cassinelli, bravo a resistere al tentativo di allungo dei rivali. L’oro è andato all’Olanda e l’argento alla Corea del Sud, ma quel che più conta è il bronzo degli azzurri, che consente all’Italia di salire a 27 medaglie, numero sempre più da record. Un grande riscatto per l’intera squadra maschile di short track, che aveva subito troppi episodi sfortunati nelle gare individuali, ma è stata brava a rimanere concentrata e confermarsi sul podio olimpico a distanza di quattro anni dal bronzo di Pechino 2022.
“Vedere il Canada arrivare quarto è una gran sorpresa perché sulla carta è la squadra più forte – afferma Luca Spechenhauser – Però nello short track la carta non vuol dire niente e batterli è una grande soddisfazione. Le altre due squadre sono state più brave di noi ed è giusto ammetterlo. Ci portiamo a casa un bronzo meritato e siamo orgogliosi di far parte di questa squadra”. Nadalini sottolinea come un po’ di dispiacere, però, ci sia. “Un po’ di rammarico c’è perché come squadra abbiamo il potenziale per vincere in questo momento, però quando capisci che hai vinto il bronzo olimpico va benissimo”.
Il trentino poi traccia un bilancio dei Giochi della squadra maschile. “Sono state Olimpiadi positive, ma a tratti anche negative – racconta – Purtroppo non si può avere tutto nella vita, non può andare sempre bene. Ma sarei ingenuo a lamentarmi con due medaglie olimpiche al collo perché il 99% degli atleti magari non le vincerà mai. Sono molto soddisfatto di poter condividere questo bronzo con i miei compagni di squadra”. Infine, Cassinelli parla della riconferma a quattro anni di distanza: “Sicuramente la cosa più difficile è riconfermarsi e noi lo abbiamo fatto dopo il bronzo di Pechino. Il lavoro fatto è buono, bisogna continuare su questa strada, penso che la squadra abbia un grande potenziale. Secondo me per nei prossimi quattro anni possiamo salire ancora di livello”.