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Il bivio del super-team di esperti per valutare il bimbo ricoverato al Monaldi. “Decidere se trapiantare è un peso enorme”

Carlo Pace Napoleone, direttore della Cardiochirurgia pediatrica del Regina Margherita di Torino: "La scelta migliore per il bambino potrebbe non essere un altro trapianto o un cuore artificial. La scelta migliore potrebbe essere quella di lasciarlo andare"
Il bivio del super-team di esperti per valutare il bimbo ricoverato al Monaldi. “Decidere se trapiantare è un peso enorme”
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“Siamo qui a Napoli perché ci hanno chiesto di valutare di persona se il bambino è idoneo o meno al trapianto. Un compito difficile, considerate le vicissitudini che ci hanno portato qui e l’enorme attenzione mediatica”. Le parole di Carlo Pace Napoleone, direttore della Cardiochirurgia pediatrica del Regina Margherita di Torino, atterrato questa mattina all’aeroporto di Capodichino, non sono quelle di un medico che si appresta a un normale consulto, ma quelle di un uomo consapevole della responsabilità che gli è stata affidata. Il cardiochirurgo torinese è giunto a Napoli per unirsi al team di “super esperti” – insieme a rappresentanti del ministero della Salute e del Centro Nazionale Trapianti – che dovrà decidere il destino del bambino che ha ricevuto il cuore compromesso dal ghiaccio secco. Nelle ultime ore lo scenario è cambiato: è stato individuato un nuovo cuore compatibile. Questo rende il compito dell’Heart team ancora più gravoso perché la decisione avrà un impatto immediato.

La notizia del nuovo cuore dunque aggiunge un carico di tensione elettrica a una situazione già incandescente. Secondo quanto riferito dal legale della famiglia del piccolo paziente, il bambino sarebbe attualmente quarto in lista d’attesa, ma è in corso un forte pressing per far sì che l’organo venga assegnato a lui. Una notizia che Pace Napoleone ha appreso dai giornali e non ufficialmente. “Le informazioni ufficiali che ci arrivano sono molto scarse”, dice. “Sappiamo più dai giornali che dai canali ufficiali”, aggiunge.

Il pool di esperti ora si trova di fronte a un dilemma etico e clinico. Il bambino, attualmente sostenuto dall’ECMO (la circolazione extracorporea), ha già ricevuto il cuore danneggiato. “L’ECMO, dopo già due o tre settimane, inizia a presentare rischi altissimi”, spiega Pace Napoleone. “Il piccolo è vicino ai due mesi di assistenza. Un utilizzo così prolungato – continua – espone a numerose complicazioni. Il suo tempo già in teoria sarebbe scaduto”. Poi c’è l’opzione cuore artificiale. Sebbene teoricamente possibile, Pace Napoleone è scettico: “Nei bambini piccoli si parla di ventricoli artificiali esterni collegati da cannule. Ma con un paziente già immunosoppresso a causa del primo trapianto, il rischio di infezioni letali è altissimo”.

Non ci sono parametri numerici o luci colorate che indicano la strada. La valutazione è soggettiva, clinica e, soprattutto, umana. Pace Napoleone parla con una franchezza rara, spogliandosi della freddezza del camice. “La scelta migliore per il bambino potrebbe non essere un altro trapianto o un cuore artificiale”, confessa. “La scelta migliore potrebbe essere quella di lasciarlo andare”, aggiunge. Il timore dell’accanimento terapeutico aleggia sulla riunione di oggi. Se il verdetto sarà di “non idoneità”, il bambino uscirà dalla lista d’attesa. In quel momento, la medicina dovrà fare un passo indietro.

Il chirurgo non nasconde un certo timore anche per il clima quasi d’assedio che circonda la vicenda. “Qui si vive tutto con un pathos e un’attenzione mediatica importante”, dichiara. “Non sono tanto sereno”, aggiunge. L’unica ancora di salvezza, per i medici, è la collegialità della scelta: il parere non sarà del singolo, ma di un “corpo comune” che include il ministero della Salute e il Centro Nazionale Trapianti. A valutare le condizioni del piccolo ci saranno il professor Lorenzo Galletti e la dottoressa Rachele Adorisio del Bambino Gesù di Roma, il professor Giuseppe Toscano dell’Università di Padova, il dottor Amedeo Terzi dell’ospedale Papa Giovanni di Bergamo. Mentre il sole splende su Napoli, il team si prepara a entrare nel presidio ospedaliero. Sul tavolo, i parametri vitali di un bimbo sospeso tra la vita e la morte, un errore tecnico del passato che pesa come un macigno e un nuovo cuore che batte altrove, in attesa di una destinazione che potrebbe cambiare tutto o, tragicamente, nulla.

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