Il mondo FQ

Paralimpiadi, tornano le bandiere russe e bielorusse. Tajani e Abodi: “L’Italia è assolutamente contraria”

La decisione del Comitato internazionale ha generato la reazione di Kiev che ha deciso di disertare la cerimonia di apertura e ha invitato gli altri Paesi a seguirla
Paralimpiadi, tornano le bandiere russe e bielorusse. Tajani e Abodi: “L’Italia è assolutamente contraria”
Icona dei commenti Commenti

“Il Governo italiano esprime la sua assoluta contrarietà rispetto alla decisione del Comitato Paralimpico Internazionale di ammettere a partecipare alle Paralimpiadi di Milano Cortina 2026 sei atleti russi e quattro atleti bielorussi con l’esibizione dei propri emblemi nazionali, inno compreso”. Lo affermano in una nota i ministri degli Esteri, Antonio Tajani, e dello Sport, Andrea Abodi. “La perdurante violazione della tregua e degli ideali olimpici e paralimpici da parte della Russia, appoggiata dalla Bielorussia, è incompatibile con la partecipazione dei loro atleti ai Giochi, se non come atleti individuali neutrali”.

Alle Paralimpiadi di Milano Cortina 2026 infatti torna la bandiera russa, l’inno, i colori e i simboli ufficiali, nonostante dal febbraio 2022 la guerra in Ucraina prosegue e il dibattito internazionale resta acceso. In questo caso però lo sport paralimpico compie una scelta che segna una netta discontinuità rispetto agli ultimi anni. La svolta è dell’International Paralympic Committee: sei atleti russi e quattro bielorussi potranno gareggiare non più sotto la formula dei “neutrali”, ma rappresentando ufficialmente il proprio Paese. I dieci qualificati, specifica l’Ipc, saranno trattati “come quelli di qualsiasi altro Paese”. Intanto però gli organizzatori si sono affrettati a precisare che non è una decisione che compete a Milano-Cortina: “La decisione di chi partecipa o meno non dipende da noi. Noi non facciamo politica, noi facciamo gli organizzatori. E se tutto va bene siamo contenti”, ha sottolineato l’ad della Fondazione, Andrea Varnier.

La decisione dell’Ipc ha subito provocato la reazione di Kiev: i funzionari ucraini hanno annunciato che diserteranno la cerimonia d’apertura, come affermato dal ministro dello Sport ucraino Matvii Bidnyi, che aveva descritto come ”scandalosa e deludente” la decisione. “Non saremo presenti alla cerimonia di apertura. Non prenderemo parte ad altri eventi paralimpici ufficiali”, ha scritto Bidnyi sui social. “Ringraziamo tutti i funzionari del mondo libero che faranno lo stesso”, ha aggiunto invitando a non presenziare alla cerimonia che aprirà le gare, previste dal 6 al 15 marzo.

Era dal 2014 che gli atleti russi, se partecipavano alle Olimpiadi, lo facevano sotto una bandiera neutrale. Il contingente russo sarà composto da sei atleti, ammessi tramite wildcard distribuite tra sci alpino, sci di fondo e snowboard. Il dettaglio che maggiormente colpisce è sicuramente il fatto che le Olimpiadi invernali sono attualmente in corso e gli atleti russi e bielorussi partecipano come “Atleti Individuali Neutrali”, solo in gare individuali e dopo un rigoroso processo di selezione. Alle Paralimpiadi, invece, un mese dopo torneranno inni e bandiere.

Gentile lettore, la pubblicazione dei commenti è sospesa dalle 20 alle 9, i commenti per ogni articolo saranno chiusi dopo 72 ore, il massimo di caratteri consentito per ogni messaggio è di 1.500 e ogni utente può postare al massimo 150 commenti alla settimana. Abbiamo deciso di impostare questi limiti per migliorare la qualità del dibattito. È necessario attenersi Termini e Condizioni di utilizzo del sito (in particolare punti 3 e 5): evitare gli insulti, le accuse senza fondamento e mantenersi in tema con la discussione. I commenti saranno pubblicati dopo essere stati letti e approvati, ad eccezione di quelli pubblicati dagli utenti in white list (vedere il punto 3 della nostra policy). Infine non è consentito accedere al servizio tramite account multipli. Vi preghiamo di segnalare eventuali problemi tecnici al nostro supporto tecnico La Redazione