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La Lega Serie A boccia il ddl sull’azionariato popolare: “È lacunoso”. Vertice nel centrodestra

In una lettera del presidente Ezio Simonelli si riporta la "forte perplessità" sul ddl manifestata "unanimemente dall’assemblea della Lega" del 16 febbraio
La Lega Serie A boccia il ddl sull’azionariato popolare: “È lacunoso”. Vertice nel centrodestra
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La Lega Calcio di Serie A si schiera contro il disegno di legge sull’azionariato popolare nelle società sportive, all’esame del Senato, e chiede che non si applichi alle società professionistiche di serie A. In una lettera del presidente Ezio Simonelli – inviata fra gli altri al presidente del Senato, Ignazio La Russa e al ministro dello Sport, Andrea Abodi – si riporta la “forte perplessità” sul ddl manifestata “unanimemente dall’assemblea della Lega” del 16 febbraio. Il provvedimento è definito “viziato ab origine” e “del tutto lacunoso” sull’attuazione alle società sportive quotate in Borsa e perché “dimentica del tutto di introdurre presidi atti a impedire che il fenomeno delle infiltrazioni della criminalità organizzata all’interno delle curve si trasferisca – attraverso il cavallo di troia degli enti di partecipazione – anche nella governance societaria“.

Motivo per cui oggi si è svolta oggi una riunione di maggioranza, al Senato, sul ddl n. 1120 che è appunto quello che introduce l’azionariato popolare anche nelle società di calcio. All’incontro erano presenti i capigruppo di Fdi, Lucio Malan, di Fi, Maurizio Gasparri e Massimiliano Romeo della Lega. Ha partecipato il presidente della Lazio e senatore azzurro, Claudio Lotito. Durante il vertice, come riporta Adnkronos, si sarebbe deciso di approfondire alcuni aspetti giuridici e di apporre alcune modifiche al testo, anche alla luce delle osservazioni contenute nella lettera inviata dalla Lega Calcio ai vertici del Senato, al presidente della Figc e al ministro dello Sport, Andrea Abodi, per esprimere perplessità proprio sul disegno di legge. Fonti parlamentari del centrodestra assicurano che si tratterebbe di lievi modifiche per chiarire alcuni punti che oggi si prestano a varie interpretazioni. L’idea è quella di rendere compatibile questa volontà di partecipazione popolare alle società di calcio con le regole del mercato relative alle società, a maggiore ragione, quelle quotate.

Promosso dalla Lega, il ddl era stato approvato alla Camera nell’aprile 2024, poi ha ottenuto l’ok della competente commissione Cultura del Senato ma al momento dell’esame in Aula, la scorsa settimana, il suo esame da parte dell’Assemblea è stato rinviato per approfondimenti su richiesta di Forza Italia. Di fatto, oggi il centrodestra avrebbe preso ancora tempo per valutare le lievi modifiche che poi dovranno essere portate all’attenzione anche dell’opposizione. Questo significa, sempre come riportato da Andkronos, che il ddl contenente ”disposizioni in materia di partecipazione popolare alla titolarità di azioni e quote delle società sportive”, dovrebbe ritornare in commissione Cultura prima del nuovo approdo in Aula. Si studierà, insomma, anche sulla base delle osservazioni arrivate dal mondo del calcio, in particolare dalla Lega, cosa si debba fare per procedere.

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