“I cavalli non devono essere maltrattati e non sono cibo”: la nuova proposta di legge di Noi Moderati, M5s e Avs
I cavalli sono considerati animali di affezione, quindi non dovrebbero essere maltrattati e neppure considerati cibo. All’inizio della legislatura questa idea si era trasformata in una proposta di legge alla Camera, a firma di Michela Vittoria Brambilla, deputata di Noi Moderati e presidente della Leidaa (Lega Italiana Difesa Animali e Ambiente). Il testo ha ora iniziato il proprio iter parlamentare, ma ad esso ne sono stati accorpati altri due a firma di Susanna Cherchi del M5S e di Luana Zanella di Avs.
Il testo, dal titolo “Norme per la tutela degli equini e loro riconoscimento come animali di affezione”, ha iniziato il proprio percorso negli scorsi giorni con il passaggio in commissione Agricoltura della Camera. Questa è la prima volta che il Parlamento italiano esamina una proposta di legge per dichiarare gli equidi animali d’affezione e, conseguentemente, vietarne la macellazione e l’utilizzo a scopo alimentare. “Attualmente gli equidi sono ancora sfruttati in ogni modo e spesso l’ultima meta delle loro corse è il macello. Questa proposta è una straordinaria occasione per realizzare un cambiamento culturale che è già nel cuore della maggioranza degli italiani“, ha dichiarato Brambilla.
Il testo, suddiviso in 13 articoli, prevede un dettagliato sistema di tutela che ha il suo fulcro nel divieto di macellazione, di esportazione per macellazione, vendita e consumo di carni, di utilizzo in spettacoli pericolosi o stressanti, di sfruttamento eccessivo, di utilizzo per esperimenti scientifici (inclusa la clonazione) e attività contrarie alla dignità o alle capacità fisiche di tutte le specie di equidi. È decrescente l’andamento negli anni delle macellazioni: secondo l’Istat le macellazioni sono passate da oltre 70 mila l’anno nel 2012 a circa 22 mila nel 2024. Non a caso solo il 17% dei consumatori di carne afferma di mangiare cavallo almeno una volta al mese. Il 42% di chi non ne consuma spiega la propria scelta con un sentimento di empatia nei confronti di questi animali e il 31% li considera già “da compagnia”.
La presidente di Leidaa e deputata di Noi Moderati ha aggiunto: “Siamo nel 21esimo secolo eppure gli equidi continuano ad essere sfruttati nei modi più diversi. In particolare il cavallo: sotto i tendoni dei circhi, negli ippodromi ufficiali, nelle corse clandestine, sui sampietrini dei centri urbani a trascinare carrozzelle sotto la pioggia o con il caldo torrido, o, ancora, lanciato a folle velocità sui tracciati medievali dei palii. E nella maggior parte dei casi, grazie a triangolazioni o certificazioni compiacenti, l’ultima stazione è il macello, spesso dopo avere affrontato lunghissimi viaggi in condizioni inenarrabili”.
“Nel mondo anglosassone mangiare il cavallo è quasi inconcepibile – aggiunge Brambilla -, da noi la specie è letteralmente utilizzata fino all’osso: nonostante il declino, l’Italia è uno dei maggiori consumatori di carne equina tra i grandi Stati europei. Ma gli amici non si mangiano. E se la mia proposta riuscirà a diventare legge, l’ultima corsa non sarà più quella verso le lame del macello”.
A sostegno del provvedimento di è schierata anche l’Oipa, l’Organizzazione internazionale per la protezione degli animali, spiegando che “cavalli ed equini in generale siano tra gli animali che più hanno pagato il prezzo dello sfruttamento umano: per secoli impiegati come forza lavoro nei campi, come mezzi di trasporto e veicoli viventi nei conflitti bellici, oggi continuano a essere utilizzati in ambito agonistico, spesso sottoposti a pressioni fisiche intense, e sono ancora vittime di fenomeni come le corse clandestine e la macellazione illegale”.
La proposta di legge prevede l’attribuzione automatica della dicitura “Non Dpa” a tutti gli esemplari, rendendo illegale la loro macellazione e la commercializzazione delle carni. Le sanzioni per i trasgressori sarebbero la reclusione da 3 mesi a 3 anni per chi alleva equini a scopo alimentare e multe da 30 a 100 mila euro, con aumenti di un terzo se la carne viene poi effettivamente immessa sul mercato.
“Sono sempre di più le persone che considerano i cavalli animali da affezione, spesso veri e propri membri della famiglia” ha commentato Massimo Comparotto, presidente di Oipa . “Ci auguriamo che il divieto di macellazione degli equidi venga ufficializzato al più presto, compiendo un passo importante verso una tutela più coerente con la sensibilità crescente dei cittadini” ha aggiunto.
A supporto della proposta anche Animal Equality Italia: “È un passaggio politico rilevante e atteso -sottolinea il direttore esecutivo Matteo Cupi –. È il segnale che il Parlamento ha deciso di affrontare una pratica crudele e opaca, che provoca gravi sofferenze agli animali e pone seri interrogativi anche sul piano della tutela della salute pubblica.Oltre 247 mila cittadine e cittadini che hanno già sottoscritto la nostra petizione per fermare la macellazione degli equidi in Italia”.