Il mondo FQ

Referendum, Nordio ammette: “Stiamo già lavorando ai decreti attuativi”. M5s: “Inaccettabile, dica cosa ha in mente”

Il ministro conferma il contenuto di un articolo del quotidiano Domani: "Non vogliamo arrivare impreparati". Maruotti (Anm): "Prometteva dialogo, è stato già tutto deciso"
Referendum, Nordio ammette: “Stiamo già lavorando ai decreti attuativi”. M5s: “Inaccettabile, dica cosa ha in mente”
Icona dei commenti Commenti

“Non c’è nulla di pronto e definitivo. Si sta lavorando a delle bozze preparatorie per non arrivare impreparati, laddove passasse il Sì”. Rispondendo all’Ansa, Carlo Nordio conferma il contenuto di un articolo del quotidiano Domani secondo cui al ministero della Giustizia sono già state preparate le bozze dei decreti attuativi della riforma costituzionale, che prevedono, tra l’altro, un minor numero di membri del futuro Consiglio superiore della magistratura requirente rispetto a quello giudicante. “Su queste bozze è apertissimo e auspicabile il dialogo, se vincesse appunto il Sì, per trovare la maggior convergenza possibile tra magistratura, avvocatura e mondo accademico”, afferma il Guardasigilli.

L’ammissione però non piace all’Associazione nazionale magistrati. “Solo due settimane fa il ministro aveva annunciato che, in caso di vittoria del Sì al referendum, la legge di attuazione sarebbe stata il frutto di un lavoro condiviso con magistratura, avvocatura e accademia. Prendiamo atto del fatto che in realtà è stato già tutto deciso”, denuncia all’agenzia LaPresse il segretario generale Rocco Maruotti. Protesta anche il Movimento 5 stelle: “È inaccettabile che circolino bozze che le opposizioni parlamentari e i cittadini non conoscono, questo conferma che il governo con il referendum chiede agli elettori una delega in bianco per poi completare il suo piano di demolizione istituzionale. Il governo si esponga e dica cosa ha in mente in ogni dettaglio, così i cittadini voteranno in modo più consapevole”, scrivono in una nota le capigruppo nelle Commissioni Giustizia di Camera e Senato, Valentina D’Orso e Ada Lopreiato.

Preferirei di NO

A cura di Paolo Frosina
Ogni martedì, fino al referendum, la newsletter del Fatto racconta le ragioni del NO.
Iscriviti alla newsletter
Preferirei di NO

Gentile lettore, la pubblicazione dei commenti è sospesa dalle 20 alle 9, i commenti per ogni articolo saranno chiusi dopo 72 ore, il massimo di caratteri consentito per ogni messaggio è di 1.500 e ogni utente può postare al massimo 150 commenti alla settimana. Abbiamo deciso di impostare questi limiti per migliorare la qualità del dibattito. È necessario attenersi Termini e Condizioni di utilizzo del sito (in particolare punti 3 e 5): evitare gli insulti, le accuse senza fondamento e mantenersi in tema con la discussione. I commenti saranno pubblicati dopo essere stati letti e approvati, ad eccezione di quelli pubblicati dagli utenti in white list (vedere il punto 3 della nostra policy). Infine non è consentito accedere al servizio tramite account multipli. Vi preghiamo di segnalare eventuali problemi tecnici al nostro supporto tecnico La Redazione