Bimbo con il cuore “bruciato”, la madre: “Mi hanno confermato che oggi è ancora possibile il trapianto”
“La situazione è stazionaria“. La mamma del bimbo di due anni e mezzo a cui è stato trapiantato un cuore danneggiato, “bruciato” durante il trasporto da Bolzano all’ospedale Monaldi di Napoli (probabilmente a causa dell’utilizzo di ghiaccio secco e di un contenitore inadeguato), è stata informata sulle condizioni del figlio al termine della riunione dell’Heart team dell’ospedale Monaldi di Napoli, che si è pronunciato positivamente sulla possibilità di sottoporre il bimbo a un nuovo trapianto di cuore: “Per oggi mi hanno confermato che resta ancora trapiantabile, qualora ci fosse la disponibilità di un organo. Domani faranno un’altra valutazione“, ha detto Patrizia Mercolino parlando con i giornalisti all’esterno dell’ospedale.
Il bimbo è ricoverato in gravissime condizioni da due mesi, attaccato alla macchina salvavita all’ospedale napoletano. “È una giornata ansiosa ma c’è sempre una speranza. Domani vedremo”, ha aggiunto la madre. “Ho chiesto un terzo parere perché volevo altri pareri, non mollo, non devo mollare. Sto con mio figlio tutti i giorni tutto il tempo che voglio, mi hanno dato il permesso speciale di entrare e stare tutto il tempo che voglio”, ha aggiunto.
In serata l’Azienda dei Colli, autorizzata dalla famiglia a diffondere un bollettino medico, ha confermato facendo sapere che “alle ore 19:00 del 16/02/2026 le condizioni cliniche del piccolo paziente che ha ricevuto il trapianto in data 23/12/2025 si presentano stabili, in un quadro che permane di grave criticità. L’Heart Team sulla base della decisione assunta dal medico responsabile, ritiene che il piccolo paziente sia ancora idoneo a permanere in lista trapianto”. Il Polo di Cardiochirurgia, si legge, “è in rete con le principali strutture sanitarie del Paese che si occupano di trapianto di cuore pediatrico e ha lavorato – pur senza clamori – per organizzare un Heart Team che porterà al Monaldi gli specialisti delle strutture italiane con i maggiori volumi in termini di trapianto pediatrico per una rivalutazione congiunta al letto del paziente. L’Heart Team si svolgerà nella giornata di mercoledì e sarà utile a valutare anche ulteriori trattamenti terapeutici in aggiunta al trapianto”.
Ma la consulenza dei medici dell’ospedale Bambino Gesù di Roma è molto più negativa: alla luce degli elementi clinici disponibili, “allo stato attuale non si ravvisano indicazioni” a procedere a un nuovo trapianto cardiaco. Nel documento di tre pagine firmato dagli specialisti del Bambino Gesù – il cui verdetto era stato anticipato nei giorni scorsi – si legge che, anche nell’ipotesi in cui si trovasse un cuore disponibile, “il paziente presenta controindicazioni contingenti maggiori” a un nuovo intervento, associate a un quadro di “condizioni sistemiche incompatibili con un trapianto simultaneo combinato e a fattori clinici prognostici altamente sfavorevoli per ritrapianto precoce”.
Sono tre, in particolare, i fattori che rendono la strada non praticabile, secondo la consulenza: l’emorragia cerebrale in corso evidenziata dalla Tac, che rappresenta “una controindicazione maggiore a un trapianto in urgenza”; la presenza di un’infezione attiva non controllata da batterio pseudomonas, che invece “costituisce controindicazione assoluta a trapianto” per l’elevatissimo rischio di mortalità post-operatoria “in regime di immunosoppressione intensiva”; infine, una “insufficienza multiorgano avanzata” che coinvolge polmoni, reni e fegato. La mamma del bimbo però si aggrappa a ogni barlume di speranza: “Spero sempre che quei medici si sbaglino e che si possa trovare presto un cuore nuovo per mio figlio. Chiedo aiuto a tutti, anche al Papa”, ha detto.