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Addio a Robert Duvall, il Tom Hagen de “Il Padrino” e il colonnello di “Apocalypse Now”: aveva 95 anni

Memorabile il suo tenente colonnello Kilgore nel capolavoro di Coppola: elmetto, surf e la battuta diventata proverbiale sull’odore del napalm al mattino
Addio a Robert Duvall, il Tom Hagen de “Il Padrino” e il colonnello di “Apocalypse Now”: aveva 95 anni
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È morto a 95 anni Robert Duvall, uno dei volti più riconoscibili del cinema americano. Si è spento domenica 15 febbraio nella sua abitazione di San Diego, in California. A darne notizia è stata la moglie Luciana Pedraza con un messaggio su Facebook: “Circondato dall’amore, ieri abbiamo detto addio al mio amato marito, prezioso amico e uno dei più grandi attori del nostro tempo. Bob si è spento serenamente a casa sua, circondato dall’affetto e dal conforto”. Premio Oscar, un regista, un narratore. Per Hollywood, una presenza capace di attraversare sette decenni di cinema senza mai perdere autorevolezza. Nel ricordo affidato ai social, la moglie ha sottolineato la sua dedizione totale ai personaggi e alla verità dell’animo umano che incarnava.

Nato nel 1931, Duvall ha costruito una carriera lontana dalle vanità dei divi più noti. Prima del cinema, dove ha esordito nel 1962 con Il buio oltre la siepe, si è dedicato al teatro fin dai primi anni ’50. Il grande pubblico lo identifica con Tom Hagen, il consigliere silenzioso e leale della famiglia Corleone ne Il Padrino e nel suo seguito, diretti da Francis Ford Coppola. Un personaggio misurato, in secondo piano, che invece Duvall rese centrale con pochi gesti e uno sguardo memorabile. Altrettanto memorabile il tenente colonnello Kilgore in Apocalypse Now, sempre di Coppola: elmetto, surf e la battuta diventata proverbiale sull’odore del napalm al mattino. Ruolo breve ma iconico, che gli valse una candidatura all’Oscar e lo consegnò definitivamente alla storia del cinema. Figlio di un ammiraglio della Marina, Duvall ha servito nell’Esercito statunitense tra il 1953 e il 1954 partecipando alla guerra di Corea.

La statuetta arrivò nel 1984 come miglior attore protagonista per Tender Mercies – Un tenero ringraziamento, pellicola di Bruce Beresford in cui interpretava il cantante country alcolizzato e in cerca di redenzione Mac Sledge. Nel corso della carriera ha ricevuto altre sei candidature agli Oscar per Il Padrino, Apocalypse Now, Il grande Santini, L’apostolo, A Civil Action e The Judge. Ha vinto quattro Golden Globe, due Emmy, uno Screen Actors Guild Award e un Bafta. Duvall non è stato un attore istrionico, ma un interprete già definito “di sottrazione”, capace cioè di dare peso ai silenzi e profondità morale a figure ambigue, padri autoritari, predicatori, uomini feriti. Sposato quattro volte, l’ultima nel 2005, non ha mai avuto figli. Oltre alla carriera, si è dedicato, insieme all’ultima consorte, a combattere la povertà nel Nord dell’Argentina, soprattutto quella minorile.

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