Scontro tra Marco Travaglio e Alessandro Sallusti negli studi di Accordi & Disaccordi, il talk condotto da Luca Sommi ogni sabato sul Nove. Al centro della discussione fra i due giornalisti, le parole rilasciate nei giorni scorsi dal procuratore capo di Napoli Nicola Gratteri in merito al referendum sulla giustizia. “Se voleva fare una trappola ci è riuscito perfettamente – ha esordito Travaglio – appena ha detto che voteranno gli indagati, è stato subissato da un coro di indagati che dicevano: “Non ti devi permettere di dire che noi votiamo per il sì”, ma sono indagati e votano per il sì. È stato strepitoso il presidente della Calabria Roberto Occhiuto – perché Gratteri stava parlando della Calabria in quel momento – che è indagato per corruzione, è stato rieletto da indagato e ha detto che Gratteri ha affermato delle cose gravissime. Ma è oggettivo: se sei indagato e voti sì, stai dando ragione a Gratteri“.
Di segno opposto l’opinione di Sallusti: “Gratteri ha detto che voteranno no le persone perbene. E già quello basterebbe, come a dire che chi non vota no non è una persona perbene. Io credo che Gratteri abbia perso la testa e mi chiedo, a questo punto, se abbia i requisiti morali e anche di stabilità psicologica per dirigere una procura”. L’ex direttore de il Giornale ha poi aggiunto: “Gratteri ha omesso una categoria di gente che voterà sì ed è la categoria delle vittime di Gratteri. Sono quelle centinaia e centinaia di calabresi che ha buttato in prigione e che poi sono stati totalmente assolti. L’ultimo caso è quello di quattro disgraziati della Regione Calabria tenuti nove mesi in galera, sette anni sotto processo e poi completamente assolti per non aver commesso il fatto. Un altro che immagino voterà sì è l’ex governatore del Pd Oliverio che è stato sostanzialmente perseguitato da Gratteri che voleva arrestarlo e alla fine la Cassazione, non Sallusti, ma la Cassazione ha detto che nell’indagine di Gratteri su Oliverio c’era ‘un chiaro pregiudizio accusatorio’. Ecco, se Gratteri si concentrasse a fare bene le sue indagini invece che dare pagelle agli italiani, io credo che per la magistratura sarebbe un bene”.
Il direttore de Il Fatto Quotidiano ha allora replicato al collega: “Gratteri non ha mai arrestato nessuno e non ha mai mandato a processo nessuno. Il pubblico ministero non arresta, non intercetta, non manda a giudizio nessuno. Il pm chiede, il gip dispone, il gup rinvia a giudizio. Se hai qualcosa da dire contro il tuo arresto ti rivolgi al tribunale del Riesame, che sono tre giudici, e se non ti piace il riesame ti rivolgi alla Cassazione, cinque giudici. Qui si scambiano le divergenze e le differenti valutazioni dei giudici, nei vari gradi e piani di giudizio, con gli errori giudiziari che non c’entrano niente. Noi abbiamo un sistema con cinque piani e tre gradi di giudizio che è fatto apposta affinché più occhi possibile vedano lo stesso caso”, ha concluso Travaglio.