Referendum, Nordio: “Al Csm un sistema para-mafioso”. L’Anm: “Offende chi ha perso la vita”. Conte: “Si scusi”. Schlein: “Meloni si dissoci”
Il sistema delle nomine dei magistrati è un “meccanismo para-mafioso“. In un’intervista pubblicata sui quotidiani del gruppo Nord-Est Multimedia (Mattino di Padova, Messaggero Veneto e altri) Carlo Nordio alza il livello dell’attacco alle toghe: rivendicando il sorteggio del Consiglio superiore della magistratura previsto dalla sua riforma, il ministro della Giustizia assimila i metodi dell’organo di autogoverno a quelli della criminalità organizzata. Un’uscita che indigna l’Associazione nazionale magistrati e i leader delle opposizioni, a cui Nordio, qualche ora dopo, risponde tirando in ballo Nino Di Matteo: per giustificarsi, il Guardasigilli cita parole simili pronunciate dal pm della Direzione nazionale antimafia nel 2019, subito dopo lo scandalo Palamara, come se una critica alla magistratura dal suo interno (proveniente, peraltro, da chi ha avuto minacciata la vita dai clan) fosse paragonabile all’attacco politico di un membro del governo in carica.
Le parole del ministro
“Il sorteggio rompe questo meccanismo para-mafioso, questo verminaio correntizio, come l’ha definito l’ex procuratore antimafia Roberti, poi eletto con il Pd al Parlamento europeo. Un mercato delle vacche. Lo scandalo Palamara ha mostrato tutto questo: ma hanno messo il coperchio su questo scandalo, quattro o cinque disgraziati costretti alle dimissioni e poi nulla è cambiato”, accusa il Guardasigilli. Nella sua tirata, Nordio omette che sono sempre stati i rappresentanti della maggioranza al Csm a “salvare” i magistrati coinvolti nelle chat dell’ex pm radiato (in alcuni casi addirittura promuovendoli). Omette di aver chiamato una di loro, Rosa Sinisi, come dirigente al ministero. E omette pure di citare il caso di Cosimo Ferri, uno dei principali protagonisti dello scandalo, salvato da una probabile radiazione dal Parlamento, che (coi voti del centrodestra) ha negato al Consiglio l’uso delle intercettazioni.
Anm: “Offesa la memoria di chi ha perso la vita”
È il riferimento al “sistema para-mafioso”, però, a indignare le opposizioni e l’Associazione nazionale magistrati. Nordio, accusa il “sindacato” di giudici e pm, “ha deciso di avvelenare i pozzi accusando i magistrati di usare metodi para-mafiosi, paragonando l’elezione dei componenti del Consiglio superiore della magistratura ai comportamenti della criminalità organizzata. Le sue parole offendono la memoria di chi ha perso la vita per lottare contro la mafia nel corso della storia d’Italia e mortificano il lavoro di chi, sul territorio, ogni giorno, mette a rischio la propria incolumità personale per contrastare la criminalità organizzata, a difesa della collettività”, sottolinea in una nota la giunta esecutiva centrale.
Conte: “Chieda scusa, getta fango sulle istitituzioni”
“Il ministro Nordio, dopo aver annunciato tagli alle intercettazioni per “modestissime mazzette“, ora addirittura accosta il funzionamento della giustizia con tutti i giudici che ci lavorano a dinamiche “para-mafiose”. Succede dopo che per giorni la maggioranza ha gettato fango su Gratteri, un magistrato che rischia la vita per la lotta contro le mafie, nonostante avesse ben chiarito il suo pensiero”, scrive sui social il leader M5s Giuseppe Conte. “Dovrebbero solo chiedere scusa ai tanti che lavorano nel nostro sistema di giustizia, alla memoria dei tanti giudici che hanno perso la vita per combattere la mafia, quella vera. È davvero incredibile vedere un governo che getta fango e ombre sulle istituzioni e su servitori dello Stato solo per portare a casa una riforma che mira a salvare i politici e i governi dalle inchieste. Fermiamoli, votiamo No”, conclude l’ex premier.
Schlein: “Meloni prenda le distanze”
Poco prima era già intervenuta Elly Schlein: “Svegliarsi con un’intervista del ministro Nordio che assimila i magistrati ai mafiosi è una cosa gravissima, soprattutto se a farlo è il ministro della Giustizia. Ci aspettiamo che Giorgia Meloni prenda immediatamente le distanze da queste parole e ci aspettiamo le scuse da parte del ministro”, ha detto la segretaria dem da Bari, a margine di un’iniziativa per il No al referendum. Il paragone di Nordio, afferma, “insulta anche la storia di tanta magistratura che si è battuta per anni contro le mafie, che ha pagato con il prezzo della vita. Parliamo di persone come Paolo Borsellino, Giovanni Falcone, Rosario Livatino, Rocco Chinnici. È inaccettabile che un ministro parli in questo modo dei magistrati”, accusa. “Noi siamo qui per ribadire le nostre ragioni nel merito di questa riforma che riteniamo sbagliata, ma pensiamo che Nordio abbia oltrepassato il limite. Giorgia Meloni intervenga immediatamente su quello che è accaduto”, chiede Schlein.
La replica: “Di Matteo disse la stessa cosa”
A metà pomeriggio Nordio risponde alle polemiche con una nota stringata: “Non capisco tanta indignazione scomposta alle mie dichiarazioni sulle correnti del Csm. Io mi sono limitato a citare le affermazioni di Nino Di Matteo, un noto pm preso a modello dal Pd e dalla sinistra, riportate dal Fatto Quotidiano e da altri giornali, quindi fonti non particolarmente vicine a noi, nel settembre 2019. Di Matteo parlò di mentalità e metodo mafioso. Altri esponenti del “partito del No” si sono espressi, a suo tempo, in modo anche più brutale. Ne faremo un elenco e lo pubblicheremo”, afferma.
Serracchiani: “Ministro eversivo”. Carbone (Csm): “Abbia rispetto”
A commentare le parole di Nordio anche il capogruppo Pd al Senato Francesco Boccia: “La destra sta perdendo lucidità, inseguita dalla paura di una sconfitta. Non siamo di fronte a una polemica politica, ma a un attacco diretto all’equilibrio tra i poteri dello Stato”. Sulla stessa linea la responsabile Giustizia dem, la deputata Debora Serracchiani: “Le parole del ministro Nordio sono gravissime. Paragonare i magistrati italiani ai mafiosi è di una gravità inaudita, e se lo fa il ministro della Giustizia in carica sa tanto di eversione. Ricordiamo al ministro Nordio che il Consiglio superiore della magistratura è un organo di rilevanza costituzionale presieduto dal presidente della Repubblica! La presidente Meloni ha il dovere di prendere immediatamente le distanze da un ministro che piccona le istituzioni democratiche, contro lo stesso giuramento formulato sulla Costituzione”. Il primo a commentare l’intervista era stato un altro esponente del Pd, il senatore Walter Verini: Nordio, ha scritto su X, “ha toccato il fondo. Non straparli, chieda scusa. Perché le mafie i magistrati li hanno uccisi”. Anche Ernesto Carbone, ex deputato e ora membro del Csm in quota Italia viva, si rivolge direttamente al ministto: “Faccio appello al suo senso di responsabilità e al suo passato di magistrato. Abbassi i toni. Abbia rispetto per i magistrati, e per le forze dell’ordine che la mafia ha barbaramente ucciso”.
M5s: “Oltrepassato ogni limite”
Dal M5s intervengono, con una nota congiunta, anche i parlamentari delle Commissioni Giustizia di Camera e Senato: “Un ministro della Giustizia che accusa i magistrati di adottare metodi mafiosi proprio non si era mai visto e non avremmo mai pensato di vederlo. È un’offesa a tutti quei magistrati che la mafia l’hanno combattuta fino a dare la vita, come Falcone e Borsellino grottescamente tirati per la giacchetta, a convenienza, ogni tre per due dalla destra di governo. Sono parole indegne e scomposte che non possono trovare giustificazione alcuna nell’ormai evidente nervosismo della destra per la rimonta del No alla riforma. Il ministro Nordio ha oltrepassato ogni limite segnando una ferita istituzionale profonda che sarà difficile da rimarginare. Nordio ormai confonde chi sta dalla parte giusta della storia con i nemici dello Stato: un eversivo rovesciamento della realtà”.
Bonelli: “Ministro indecente”
Per Alleanza Verdi e Sinistra parla il leader di Europa Verde Angelo Bonelli: “Un indecente ministro, Carlo Nordio, parla di sistema para-mafioso attaccando i magistrati dopo aver detto che con la sua riforma non ci sarebbe stato il caso di Garlasco. La destra ha superato ogni limite. Con loro è a rischio il nostro ordinamento costituzionale e democratico. Fermiamo questa deriva pericolosa con un secco No”, afferma. Per Filiberto Zaratti, capogruppo di Avs in Commissione Affari costituzionali alla Camera, Nordio “ha passato il limite: non è la prima volta che usa frasi non degne della sua veste istituzionale, ma questa volta sta offendendo un potere dello Stato che ha contribuito con il sangue alla difesa della legalità in questo paese. Meloni prenda atto di tutto questo”.