Ciclone di San Valentino, allagamenti e 50 persone evacuate a Fiumicino. Ancora emergenza a Cosenza, il meteorologo: “È un uragano di categoria 1”
È un San Valentino di burrasca quello che sta investendo l’Italia, con Roma e le regioni del Centro-Sud nell’occhio del ciclone. Dalle prime ore di oggi, sabato 14 febbraio 2026, una violenta ondata di maltempo sta flagellando la penisola con piogge torrenziali, venti tempestosi e mareggiate. La Protezione Civile ha diramato l’allerta arancione sul Lazio, dove il sindaco Roberto Gualtieri ha firmato un’ordinanza urgente che chiude parchi, ville storiche e cimiteri per 48 ore. Ma i disagi si estendono dalla Tuscia alla Sicilia, con situazioni critiche lungo le coste e nei bacini fluviali.
L’analisi dell’esperto: “Un ciclone profondo come un uragano”
“Siamo di fronte all’ennesima perturbazione di un 2026 che ha già registrato un surplus di precipitazioni del 60-70% a livello nazionale”, spiega Lorenzo Tedici, meteorologo responsabile media de iLMeteo.it. Secondo l’esperto, il vortice di bassa pressione è “profondo come un uragano di categoria 1” e sta scatenando venti di burrasca con onde che in Sardegna raggiungeranno i 7 metri d’altezza. Il pericolo maggiore arriva proprio dal mare, con una rotazione dei venti che frusta il Tirreno e il basso Adriatico. Dopo il caldo anomalo di venerdì 13, le temperature sono in picchiata con un crollo previsto di 6-8°C.
Cosenza sott’acqua
L’emergenza maltempo provocata dal “Ciclone di San Valentino” tocca il suo apice nel Cosentino, dove la situazione è precipitata nella tarda serata di ieri. Il fiume Crati ha ceduto lungo l’intero tratto della foce, provocando una vasta inondazione che ha travolto sia il versante sud, nel territorio di Corigliano-Rossano, sia quello nord, nel comune di Cassano allo Ionio. L’acqua ha invaso abitazioni e strade, causando un blackout elettrico diffuso e isolando decine di famiglie. In queste ore, i Vigili del Fuoco dei comandi di Cosenza e Crotone, supportati da un elicottero del Reparto Volo di Lamezia Terme, stanno conducendo una complessa operazione per trarre in salvo circa 40 persone rimaste bloccate nelle proprie case, al buio e circondate dal fango. “La situazione permane critica”, sottolineano i soccorritori, con oltre 80 interventi ancora in coda per frane e allagamenti in tutta la provincia.
Ma non è solo il bacino del Crati a preoccupare. La furia degli elementi ha colpito duramente anche il Lametino, nel Catanzarese. La piena del fiume Amato ha eroso il terreno sotto il tracciato ferroviario della linea Cosenza-Catanzaro (chiusa dal 2009 ma in attesa di ripristino), lasciando i binari letteralmente sospesi nel vuoto per diversi metri. L’intera regione è sotto assedio idrogeologico. A Cassano allo Ionio, già prima dell’esondazione notturna, era stata disposta l’evacuazione precauzionale di 500 persone. A Cosenza città, l’elicottero Drago 165 ha recuperato dieci persone, tra cui due bambini, minacciate dall’innalzamento dei fiumi Crati e Busento, mentre a Grisolia i gommoni fluviali hanno messo in salvo altri dieci cittadini.
Sardegna, oltre 1.000 interventi: salvati pastori e greggi
Drammatica anche la situazione in Sardegna, dove dall’11 febbraio i Vigili del Fuoco hanno effettuato oltre 1.000 interventi, con 600 uomini impegnati quotidianamente e 120 richieste ancora in attesa. I comandi più sotto pressione sono quelli di Cagliari, Sassari e Nuoro (qui 505 interventi totali, con criticità in Ogliastra). Nella notte, a Ittiri (Sassari), in località Camedda, i sommozzatori e i soccorritori fluviali hanno tratto in salvo cinque persone rimaste isolate dall’ingrossamento di un fiume che impediva il rientro alle abitazioni. Nell’Oristanese, invece, i sommozzatori di Cagliari sono intervenuti per recuperare un gregge di pecore rimasto bloccato su un isolotto circondato dalla piena.
Lazio: Roma chiude i parchi, Fiumicino allagata
Nel Lazio, dove vige l’allerta arancione, il sindaco di Roma Roberto Gualtieri ha firmato un’ordinanza che vieta l’accesso a parchi, ville storiche e cimiteri per il 14 e 15 febbraio. La Capitale registra allagamenti diffusi (critica via Anguillarese) e la chiusura di Villa Pamphili. Sul litorale romano la situazione più grave: a Fiumicino, una mareggiata combinata alla piena del Tevere ha inondato la zona di Passo della Sentinella. L’acqua ha invaso case e baracche, costringendo all’evacuazione di circa 50 residenti. Nel Viterbese, a Canepina, una frana staccatasi da un costone di roccia ha investito due abitazioni in località Madonna delle Grazie; gli occupanti sono stati evacuati illesi. Interrotta per allagamenti la statale Nepesina a Civita Castellana.
Sicilia: l’SOS del WWF per le Saline di Trapani
In Sicilia, dove si contano quasi 700 interventi tra Palermo, Messina e Catania, preoccupa il patrimonio naturalistico. Il WWF ha lanciato l’allarme per la Riserva delle Saline di Trapani e Paceco. “Gran parte degli argini è sommersa, le vasche appaiono come una laguna unica“, denuncia l’associazione. L’azienda Sosalt segnala livelli di marea mai registrati prima, che stanno compromettendo habitat protetti e la produzione del sale.